Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

Giochi Senza Frontiere torna in Tv

Dopo 20 anni con Ilary Blasi alla conduzione

19 giugno 2019 – Da un’indiscrezione di Comingsoon.it, la novità dell’autunno televisivo potrebbe essere il ritorno sul piccolo schermo di Giochi senza Frontiere, il mitico programma andato in onda per trenta edizioni sulla Tv di Stato fra il 1965 e il 1999.

I più giovani, probabilmente, non sanno neppure di che si tratta: Giochi senza Frontiere era una specie di mini olimpiade ludico-sportiva molto divertente dove a sfidarsi in prove di abilità, forza e resistenza erano diverse nazioni europee divise in squadre provenienti da svariati Comuni. E faceva ascolti altissimi. In Italia, più di una puntata superò i 17 milioni di telespettatori, portando alla ribalta conduttori del calibro di EnzoTortora, Claudio Lippi, Mauro Serio, Ettore Andenna e Milly Carlucci.

Quest’autunno, il suo ritorno farà parte del palinsesto di Canale 5 e, con tutta probabilità, verrà condotto da Ilary Blasi, dopo che la “Signora Totti” ha ufficializzato il suo divorzio dalla conduzione del Grande Fratello Vip.

Ricordo con piacere e nostalgia quel format – all’epoca non si chiamava così – l’Europa Unita era di là da venire e, con tutta probabilità, gli ideatori del programma lo pensarono proprio per abituare i telespettatori in ‘Eurovisione’ all’idea che le varie Nazioni potessero misurarsi fra loro divertendosi e sfidandosi in giochi di abilità piuttosto che scontrarsi sul piano socio-economico all’interno di confini rigidi.

In Italia ebbe davvero un grande successo, tanto che l’idea venne ripresa in molte regioni dello Stivale dove le Pro Loco di Comuni confinanti si mettevano insieme per organizzare in piazza i loro Giochi dei Comuni.

Gli arbitri ufficiali, quelli che davano il via ad ogni gioco con il conto alla rovescia (rigorosamente in lingua francese) e un colpo di fischietto (trois… deux… un…) furono gli svizzeri Gennaro Olivieri e Guido Pancaldi. Mentre il conduttore italiano che per me ebbe più successo fu Ettore Andenna, che su quella conduzione costruì poi tutta la sua carriera.

Non si conosco ancora i dettagli, la nuova formula e chi parteciperà. Così come non si sa chi metterà i denari per la costruzione dei giochi e la scelta delle varie location (occorre un budget non indifferente). Quel che so è che per anni ho sognato (e con me tantissimi italiani), di poter rivedere in Tv un’edizione aggiornata di Giochi senza Frontiere, e sono felicissimo che quel sogno in autunno si realizzerà!

 


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Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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