Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

Eurogames il giorno dopo

Com’è difficile replicare certi successi della Tv

20 settembre 2019 – La prima puntata (registrata) di Eurogames, andata in onda ieri sera su Canale 5 con la conduzione di Ilary Blasi e Alvin – arbitro principale Jury Chechi – non era altro che il tentativo di remake del celeberrimo Giochi senza Frontiere trasmesso dalla Rai fino alla fine degli anni ’90. Un tentativo che, per quello che ho visto, forse sarebbe stato meglio non fare.

I venti anni trascorsi fra l’ultima puntata di Giochi senza Frontiere e la prima di Eurogames, si sono fatti sentire parecchio per tutta una serie di motivi. Anche perché durante il ventennale è cambiata la realtà socio-politica, il contesto dei giochi/competizione, la mentalità della gente, il modo di fruire la tv e il modo stesso di fare televisione. Insomma, è cambiato un po’ tutto.

Si è passati da una media di circa 12 milioni di telespettatori Rai a serata (con picchi fino a 20 milioni) ai 3 milioni di Mediaset (tanto ha raccolto ieri sera Canale 5, e per gli standard odierni non è affatto poco)). Jury Chechi non ha certo l’aplomb dell’arbitro svizzero Guido Pancaldi, e va detto che neppure i due presentatori hanno retto il confronto con quelli del passato che rispondevano (fra i tanti) ai nomi di Enzo Tortora, Ettore Andenna, Maria Teresa Ruta.

Lasciamo stare i giochi anche perché, belli o brutti che siano stati, erano uguali per tutti e quando ti misuri con lo stesso metro il più bravo eccelle sempre a prescindere dall’attrezzo o dal meccanismo.

A fare la differenza in negativo, occorre dirlo con l’onestà del telespettatore che subisce le dinamiche televisive, c’è stato anche lo spezzettamento della trasmissione dovuto alle troppe interruzioni pubblicitarie. Certo, Mediaset è gratuita, vive (e prospera) di pubblicità, ma tutte quelle interruzioni non fanno altro che togliere pathos alla gara abbassando di molto il coinvolgimento di chi guarda. Eppoi non c’è più il bello della diretta. Eurogames è registrato, e non è la stessa cosa.

In conclusione, Eurogames nel suo complesso non mi è piaciuto. Per quei vecchi telespettatori come me, precisini, professionalini, nostalgici del fatto bene e del poco ridanciano, il confronto con Giochi senza Frontiere non ha retto per nulla. Per i giovani telespettatori invece, non viziati da paragoni impossibili, forse è stato anche divertente. Per saperlo basterà aspettare gli ascolti della seconda puntata. Che non so se seguirò: mi scoccerebbe veder vincere ancora la Germania!


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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