Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

#dadomanivogliofarloanch’io

Il gesto silenzioso e quotidiano di un anonimo anconetano capace di scuotere le coscienze

Ancona, 27 giugno 2019 – Lui parte a piedi tutte le mattine dal Piano San Lazzaro e si dirige in centro città per andare al lavoro in Ancona. Lungo il percorso, meticolosamente, raccoglie in una busta tutta la plastica che gli incivili hanno abbandonato per terra: sui marciapiedi o lungo il ciglio della strada. Poi, arrivato a destinazione, smaltisce regolarmente il sacco pieno nel contenitore apposito. Gli altri, tutti quei cittadini che si considerano persone per bene e rispettose del prossimo e dell’ambiente, passano, vedono e se ne vanno. Lui no, lui passa, vede, si china, raccoglie, mette in una busta e smaltisce tutto correttamente.

Perché lo fa, perché lui sì e migliaia di altri no?

Non conosco il suo nome e con tutta probabilità a lui non interessa essere citato per quel che fa. La notizia l’ho raccolta su Facebook grazie al post di Luca Baiocchi, un lettore del giornale che, oltretutto, l’ha testimoniata con una foto (qui allegata) scattata davanti al Liceo Rinaldini. Un’attenzione, quella di Baiocchi, che ha portato alla ribalta un gesto quotidiano di grande civiltà di un anonimo qualsiasi che diversamente sarebbe passato inosservato ai più. Ma Luca, non si è limitato a scattare la foto. Ha fermato il giovane, intuendo quel che stava facendo, e per prima cosa gli ha detto: “Grazie!” Poi, sempre Luca, ha chiuso la sua testimonianza su Fb scrivendo: “Da domani voglio farlo anch’io. Sarebbe una bella iniziativa per la nostra città!

Non sono certo qui a fare il moralista. Sono uno di quelli che getta le cicche per terra, che non si fa scrupolo di smaltire tutto nel modo corretto (a farlo è mia moglie, che in questo è attentissima), però raccolgo puntualmente la cacca del mio cane e cerco sempre un cestino quando devo gettare via qualcosa. Insomma, pur non essendo uno stinco di santo, il gesto dell’anonimo ragazzo del Piano mi ha colpito. Molto più di quelli della nordica e telegenica ambientalista Greta. E, grazie a Luca Baiocchi, mi piacerebbe che il suo “da domani voglio farlo anch’io” diventasse un hashtag diffusissimo in rete: #dadomanivogliofarloanch’io.

Perché diciamocelo, in quelli della mia generazione (oltre 60 anni) sono pochi quelli che hanno davvero un senso civico spiccato e un reale rispetto dell’ambiente. E quello dell’anonimo giovane del Piano San Lazzaro è un gesto quotidiano e silenzioso che nelle nostre coscienze fa più rumore delle rocce di montagna quando franano a valle.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Femminicidio e violenza di genere

104 le vittime in Italia nel 2022. Quattro nelle Marche


Camerano, 2 dicembre 2022 – “Il Rapporto annuale sulla violenza di genere rappresenta uno strumento necessario dal quale partire per affrontare un fenomeno sempre più complesso. I numeri sono il primo strumento per comprendere la portata di un fenomeno che, purtroppo, non accenna a rallentare”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sottolineando la valenza del Report annuale sulla violenza di genere nelle Marche per il 2021

Sono 104 le vittime in Italia nel 2022. Numeri spaventosi di vite spezzate, che coinvolgono anche il presente e il futuro di centinaia di minori. In due anni, si contano infatti 169 orfani per femminicidio, un terzo dei quali rimasto orfano anche del padre“, ha evidenziato Acquaroli.

(foto: Ikon Images / AGF – Copyright: Gary Waters)

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che non accenna a rallentare e che si manifesta sotto moltissime forme, di cui l’omicidio resta la più ingiustificabile e orrenda punta dell’iceberg: violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, molestie e stalking, revenge porn, fino ad arrivare alle violenze legate a tratta e sfruttamento, stupro di guerra, mutilazioni.

Nel 2021, nelle Marche, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti (il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso). Ben 180 in più dell’anno precedente. Nel 2020 erano 483. Nel 2019 erano 471. Sono quattro le vittime che nelle Marche hanno perso efferatamente la vita nel corso del 2022.

Al di là dei numeri, comunque e sempre inaccettabili, che registrano un malessere in certi maschietti fatto di mancanza di rispetto, incapacità nell’accettare i ruoli, limiti culturali profondi e, in qualche caso, addirittura disprezzo per l’altro, sul fronte dei femminicidi resta ancora parecchia strada da percorrere: da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria, della scuola.

Non è semplice, e non è detto che si arrivi davvero ad eliminare il problema. Troppo diffuso il fenomeno, troppo complicati certi rapporti interpersonali, troppo poche le forze dell’ordine messe in campo per affrontarlo. Questo però non significa che non si debba fare di tutto e di più per limitarlo quanto più possibile.

Ai maschietti, a certi maschietti, dico che se ne devono fare una ragione: una donna, la tua donna, non è una tua proprietà. Non puoi essere tu a scegliere – a pretendere – quel che deve fare, quello che può dire, come si deve vestire, chi frequentare, come vivere. Ma, peggio ancora, non puoi pretendere – pena l’eliminazione – che debba amare sempre e solo te. Tu maschietto, devi sapertelo guadagnare il rispetto e l’amore di una donna (vale per entrambi), e c’è un solo modo a tua disposizione per non riuscirci mai e fallire: dare per scontato che tu sei Dio. Mentre, in realtà, sei solo un piccolo uomo incapace di relazionarti con le sconfitte che la vita ti pone di fronte continuamente.

Chiudo con le parole pronunciate a Fano il 25 novembre scorso da Ignazio La Russa, attuale presidente del Senato: “Per arginare questo fenomeno serve un atto culturale. La società veramente pretende che il rispetto di una donna non abbia eccezioni. Un reato commesso nei confronti di una donna, perché ella è una donna, è un abominio nel senso vero del termine. Non bisogna offrire alibi, non bisogna mai offrire vie di fuga. Quando si uccide una donna, bisogna dire è stata uccisa senza ragione una donna, cominciamo a dire questo e avremo fatto un passo avanti”.

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