Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

Covid-19 – Stiamo a casa, per la miseria!

Da oggi tutta l’Italia è Zona Rossa

10 marzo 2020 – La difficoltà nel gestire il diffondersi del Coronavirus da parte degli addetti ai lavori, con gli ospedali in emergenza per posti letto disponibili, scarsità di personale medico e infermieristico, insufficienza di macchinari come quelli per la ventilazione assistita, ha prodotto nel Governo la decisione drastica e difficile di trasformare tutta la Nazione in un’unica Zona Rossa.

Le restrizioni e i divieti che fino a ieri riguardavano la Lombardia e 14 province tra Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Marche (Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia), da oggi sono estesi a tutta l’Italia, isole comprese.

Diciamocelo senza mezzi termini e con la giusta durezza: a portare il premier Conte su questa decisione, oltre a quanto esposto sopra, è stata anche l’irresponsabilità dimostrata da buona parte degli italiani che, con il loro menefreghismo e la loro leggerezza nel non rispettare le disposizioni anticontagio, hanno di fatto obbligato a mettere in campo decisioni severe come mai prima.

La movida del sabato sera in moltissime città, Ancona compresa, ha visto migliaia di persone fregarsene dei divieti e ammassarsi uno sull’altro nelle piazze. La fuga di notizie sul decreto ministeriale (non ancora firmato) che avrebbe bloccato l’uscita delle persone dalla Lombardia lo scorso sabato sera, ha prodotto un fuggi fuggi da Milano di centinaia e centinaia di persone che hanno assaltato i treni diretti al sud (foto). Persone dichiarate positive che sono fuggite dai pronto soccorso portando in giro il potenziale contagio. Sono solo alcuni esempi che dimostrano l’incoscienza dimostrata da tantissime persone.

La possibilità di venire contagiati dal Covid-19 è molto più elevata di quanto la gente riesca ad immaginare. La gran parte pensa d’esserne immune, o se ne frega, tanto capita sempre agli altri… Da giorni si andava ripetendo loro che l’unico modo davvero efficace per bloccare il contagio del virus era starsene chiusi in casa. Con uscite sporadiche e semisolitarie giusto per fare la spesa e prendere una boccata d’aria. Non è andata così. E allora, ecco la decisione drastica in vigore da oggi: Italia chiusa e bloccata fino a quando non si sa. In fondo, ce la siamo voluta un po’ tutti.

Statevene a casa, per la miseriaccia! Fatelo per voi, per i vostri figli, per i vostri nonni. Rispettate la vostra vita e quella di chi vi sta accanto. Ne avete una sola, non siate così stupidi da giocarvela per superficialità! Stiamo a casa, per la miseria! O i numeri qui sotto saliranno in modo esponenziale nel giro di pochi giorni.

Nelle Marche – 323 casi positivi (Ancona 63, Pesaro 246, Macerata 9, Fermo 5, Ascoli Piceno 0); , di cui: 47 ricoverati in terapia intensiva, 136 in terapia non intensiva, 130 in isolamento domiciliare; 10 deceduti; 0 guariti. I casi in isolamento domiciliare sono 1.553, di cui:

Provincia          asintomatici   sintomatici     Tot          di cui Oper. sanitari
ANCONA40310413149
PESARO80510090587
MACERATA1141613021
FERMO8559016
ASCOLI PIC.150151
TOTALE14221311553274

 

In Italia – 7.985 casi positivi (+ 1.598 rispetto a ieri); 463 deceduti (+ 97); 724 guariti (+102)


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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