Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

Covid-19 – Italia: 2.706 malati, 276 guariti, 107 decessi

Terza vittima nelle Marche, 84 i pazienti positivi, 501 persone in isolamento domiciliare

5 marzo 2020Marche – È deceduto ieri notte all’Inrca di Ancona un anziano ottantacinquenne del capoluogo di regione, con patologie pregresse. Si tratta della terza vittima marchigiana tra i pazienti risultati positivi al Coronavirus. L’ultimo aggiornamento, giunto dal Gores, indica 84 casi positivi, di cui 72 in provincia di Pesaro e Urbino, 9 in provincia di Ancona, 2 in provincia di Macerata e 1 in provincia di Fermo. In isolamento domiciliare risultano 501 persone, di cui 463 asintomatici e 38 con sintomi. Attualmente sono ricoverati in terapia intensiva 14 pazienti: 8 a Marche Nord, 2 a Torrette, 1 a Fermo, 1 a San Benedetto, 1 a Civitanova Marche e 1 a Urbino.

Italia – L’ultimo bollettino parla di 2.706 malati (+ 443 persone rispetto a ieri); 276 i guariti (116 in più rispetto a ieri); 107 i morti (28 in più). Il totale dei decessi è pari al 3,47% dei contagiati. I malati ricoverati in terapia intensiva sono 295, 66 in più rispetto a ieri.

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina (foto), ha confermato la chiusura delle scuole in tutta Italia da oggi fino al 15 marzo. Il provvedimento riguarda anche gli atenei di tutta Italia. Anche le università cattoliche Gregoriana e Lateranense hanno annunciato che si atterranno alle disposizioni. Il decreto, firmato dal premier Conte per contenere il contagio del Coronavirus, fissa nuove regole in tema di sport e spettacolo valide su tutto il territorio nazionale.

In particolare, fino al prossimo 3 aprile, sospensione per cinema, teatro e spettacoli di qualsiasi natura nei casi in cui l’affollamento non consenta di mantenere una distanza di almeno un metro tra gli spettatori. Stesso criterio per lo sport di base (palestre, piscine…), mentre gli eventi sportivi dovranno svolgersi a porte chiuse.

Il Coronavirus circolava in Italia diverse settimane prima che ci fosse la diagnosi del paziente 1 di Codogno. La prova è nelle tre sequenze genetiche del virus in circolazione in Lombardia, ottenute dall’Università Statale di Milano e dall’Ospedale Sacco.

Dal Mondo – Ha superato le 3mila vittime il bilancio dei morti in Cina. Nelle ultime 24 ore, registrati 31 nuovi decessi e 139 nuovi contagi. Il totale dei positivi nel Paese è di 80.409 casi positivi. Altri 438 casi nella Corea del Sud che portano il totale a nazionale a 5.766. I decessi sono 35.

L’Organizzazione mondiale della Sanità: “A livello globale, circa il 3.4% dei casi di Covid-19 è deceduto, mentre l’influenza generalmente uccide molto meno dell’1% degli infetti. Mentre molte persone nel mondo hanno accumulato immunità ai ceppi stagionali, questo è un nuovo virus a cui nessuno è immune. Per l’influenza ci sono vaccini e terapie”. Al momento, nessun trattamento specifico per il Covid-19.


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di Paolo Fileni

Femminicidio e violenza di genere

104 le vittime in Italia nel 2022. Quattro nelle Marche


Camerano, 2 dicembre 2022 – “Il Rapporto annuale sulla violenza di genere rappresenta uno strumento necessario dal quale partire per affrontare un fenomeno sempre più complesso. I numeri sono il primo strumento per comprendere la portata di un fenomeno che, purtroppo, non accenna a rallentare”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sottolineando la valenza del Report annuale sulla violenza di genere nelle Marche per il 2021

Sono 104 le vittime in Italia nel 2022. Numeri spaventosi di vite spezzate, che coinvolgono anche il presente e il futuro di centinaia di minori. In due anni, si contano infatti 169 orfani per femminicidio, un terzo dei quali rimasto orfano anche del padre“, ha evidenziato Acquaroli.

(foto: Ikon Images / AGF – Copyright: Gary Waters)

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che non accenna a rallentare e che si manifesta sotto moltissime forme, di cui l’omicidio resta la più ingiustificabile e orrenda punta dell’iceberg: violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, molestie e stalking, revenge porn, fino ad arrivare alle violenze legate a tratta e sfruttamento, stupro di guerra, mutilazioni.

Nel 2021, nelle Marche, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti (il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso). Ben 180 in più dell’anno precedente. Nel 2020 erano 483. Nel 2019 erano 471. Sono quattro le vittime che nelle Marche hanno perso efferatamente la vita nel corso del 2022.

Al di là dei numeri, comunque e sempre inaccettabili, che registrano un malessere in certi maschietti fatto di mancanza di rispetto, incapacità nell’accettare i ruoli, limiti culturali profondi e, in qualche caso, addirittura disprezzo per l’altro, sul fronte dei femminicidi resta ancora parecchia strada da percorrere: da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria, della scuola.

Non è semplice, e non è detto che si arrivi davvero ad eliminare il problema. Troppo diffuso il fenomeno, troppo complicati certi rapporti interpersonali, troppo poche le forze dell’ordine messe in campo per affrontarlo. Questo però non significa che non si debba fare di tutto e di più per limitarlo quanto più possibile.

Ai maschietti, a certi maschietti, dico che se ne devono fare una ragione: una donna, la tua donna, non è una tua proprietà. Non puoi essere tu a scegliere – a pretendere – quel che deve fare, quello che può dire, come si deve vestire, chi frequentare, come vivere. Ma, peggio ancora, non puoi pretendere – pena l’eliminazione – che debba amare sempre e solo te. Tu maschietto, devi sapertelo guadagnare il rispetto e l’amore di una donna (vale per entrambi), e c’è un solo modo a tua disposizione per non riuscirci mai e fallire: dare per scontato che tu sei Dio. Mentre, in realtà, sei solo un piccolo uomo incapace di relazionarti con le sconfitte che la vita ti pone di fronte continuamente.

Chiudo con le parole pronunciate a Fano il 25 novembre scorso da Ignazio La Russa, attuale presidente del Senato: “Per arginare questo fenomeno serve un atto culturale. La società veramente pretende che il rispetto di una donna non abbia eccezioni. Un reato commesso nei confronti di una donna, perché ella è una donna, è un abominio nel senso vero del termine. Non bisogna offrire alibi, non bisogna mai offrire vie di fuga. Quando si uccide una donna, bisogna dire è stata uccisa senza ragione una donna, cominciamo a dire questo e avremo fatto un passo avanti”.

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