Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni">

Castelfidardo e la panchina rossa a Porta Marina

Staccata la scritta commemorativa contro i femminicidi

Castelfidardo, 8 dicembre 2020 – È durata due settimane a Castelfidardo l’integrità della nuova panchina rossa simbolo delle donne vittime della violenza maschile. Era stata inaugurata il 25 novembre scorso dall’Amministrazione comunale a due passi dall’arco di Porta Marina, dando seguito all’iniziativa della Consulta delle Pari Opportunità, dell’IIS Laeng Meucci e dell’assessorato alle Pari Opportunità.

Ieri, sulla sua pagina social, Lara Piatanesi ha denunciato con tanto di foto l’atto vandalico dei soliti idioti che hanno staccato dalla panchina una parte della scritta commemorativa. Un danno piccolo sul piano materiale, tant’è che la scritta è stata prontamente ripristinata a cura dell’Ufficio Tecnico. Tutto a posto, dunque. Dove sta la notizia?

Bè, non è questione di notizia o di cronaca. La questione sta nella testa degli idioti fautori del gesto. Nell’imbarbarimento di individui che proprio non ce la fanno a rispettare la cosa pubblica, o a onorare i simboli di una società che, per quanto decadente sul piano socio-culturale, di certi simboli ha comunque bisogno per affermare la sua capacità e volontà di reagire a quei fenomeni negativi che suo malgrado sa generare.

La panchina rossa di Castelfidardo, come tutte le panchine rosse installate in quasi tutti i Comuni d’Italia, altro non è che un enorme NO rosso sangue che la comunità ha inteso gridare nei confronti delle migliaia di femminicidi accumulati fin qui. Una pratica inaccettabile, una piaga sociale difficile da smantellare nella testa di uomini che non riescono a crescere, ad accettare un cambiamento, un’evoluzione nei ruoli di coppia diversa dalla prevaricazione nei confronti dell’emancipazione femminile; uomini che ancora considerano la donna una loro proprietà assoluta.

La panchina rossa di Castelfidardo è stata messa lì anche per questo. E tu, idiota che non l’hai capito, o l’hai capito benissimo, hai voluto esternare la tua barbara ignoranza facendo violenza a quel simbolo fastidioso staccando una parte della scritta commemorativa. In tempi così bui, dove nel mondo si radono al suolo le statue simbolo della storia dell’umanità, che vuoi che sia questo insignificante, piccolo, atto vandalico?

Potrebbe anche essere che a staccare la scritta sulla panchina sia stato un ragazzino annoiato che per farsi bello con gli amici, trovandosi a passare da Porta Marina, si sia lasciato andare ad un gesto vandalico senza premeditazione. Una delle tante e stupide bravate improvvisate per ammazzare la noia.

Se così fosse, e il messaggio va spedito dritto dritto ai genitori, quel ragazzino va educato alle buone maniere, alla valenza dei simboli e al loro rispetto, alla salvaguardia di se stesso. Affinché crescendo, lo stupido sfregio del ragazzino non si trasformi nell’ennesimo femminicidio ad opera dell’uomo adulto. Su questo tema c’è ancora tanta strada da percorrere, e lungo il difficile cammino una panchina rossa può tornare utile per una sosta. E, da seduti, rifletterci su.

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di Paolo Fileni

Procida Capitale Cultura 2022, Ancona non ce l’ha fatta!

Il sindaco Valeria Mancinelli: “il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti”


Ancona, 18 gennaio 2021 – Nella mattinata odierna la commissione del MiBACT presieduta da Stefano Baia Curioni ha proclamato la città di Procida (foto) Capitale italiana della Cultura per il 2022. All’annuncio dato dal ministro Dario Franceschini, sull’isola si è scatenato un tifo da stadio.

I complimenti della commissione, al termine della cerimonia d’assegnazione, sono andati tutti al sindaco Raimondo Ambrosino e al suo staff. La motivazione ha premiato la congiunzione tra il valore del progetto, la sostenibilità economica e le sue ricadute socio culturali. «Siamo strafelici – ha esultato fra le lacrime il sindaco Ambrosino – è un’opportunità storica per noi, per tutte le isole e per l’Italia meno in luce».

Delusione per la città di Ancona, anche se mascherata da ottimismo. La città dorica non ce l’ha fatta a convincere i membri della commissione con il suo progetto incentrato tra l’altro sulla cultura dell’Altro, sull’intenzione di far diventare ordinario lo straordinario, come aveva spiegato l’assessore Paolo Marasca in sede di audizione con il MiBACT.

«È stata appena proclamata la Capitale italiana della cultura 2022. La scelta è caduta su Procida. Mi complimento con il collega sindaco e la comunità dell’isola – il commento ufficiale del sindaco Valeria MancinelliSiamo fieri delle parole del presidente della commissione che ha valutato i progetti e ne ha sottolineato il valore, non solo nazionale ma anche europeo. Siamo anche felici di come è stata motivata la scelta della capitale perché la linea su cui si è mossa Procida e il messaggio che ha voluto lanciare hanno molte affinità con il nostro. Dunque siamo sulla strada giusta. Come ho più volte ribadito il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti. E lo realizzeremo insieme».

Dunque, nonostante i suoi 2400 anni di storia ed un progetto ampio e variegato, Ancona non ce l’ha fatta. Bocciata per il secondo anno consecutivo dopo il primo tentativo del 2020. A batterla è stata Procida, una cittadina di poco più di 10mila abitanti che si affaccia sul mare del Golfo di Napoli, resa famosa a livello internazionale da Massimo Troisi che qui ha girato molte scene del film Il Postino.

Ancona e Procida, due città bagnate dal mare. 100mila abitanti contro 10mila. Con tutta probabilità, le acque del Golfo di Ancona sono diverse da quelle del Golfo di Napoli. Nonostante la delusione per un’opportunità mancata di crescita importante sul piano socio-culturale e turistico, dal capoluogo delle Marche un in bocca al lupo sincero a Procida: sull’isoletta il 2022 sarà un anno fantastico!

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