Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

Drusilla Foer: “un Papa donna, bagni unisex, più teatri”

L’innegabile successo artistico degli uomini che si travestono da donna

Camerano, 24 agosto 2022 – “Sogno un papa donna, i bagni senza distinzione di sesso, i piccoli teatri al posto di H&M”. È una dichiarazione fatta da Drusilla Foer (foto), qualche giorno fa ad huffingtonpost.it che ha titolato così un’intervista all’ultima conduttrice de l’Almanacco del Giorno Dopo, il programma in onda su Rai 2.

Riprendo la dichiarazione perché sui social è stata amplificata e commentata parecchio, e perché mi stuzzica l’argomento e chi l’ha sollevato. Anche se non interessa a nessuno (ne dubito), dico sinteticamente la mia. Un Papa donna non sarà mai possibile cara Drusilla: il Papa rappresenta Dio in terra e tutte le Sacre scritture parlano di Lui (e Gesù Cristo), al maschile. Le Sacre scritture non sono una sceneggiatura teatrale modificabile a piacimento invertendo i ruoli dei protagonisti con un coup de théâtre, così come tu sei stata indotta a fare.

Neppure i bagni unisex sono a mio avviso un’idea praticabile, e non sono né classista né sessista. Sono pratico. Al di là del discorso pannolini (smaltimento), asse del water (pochi casi in quelli pubblici che ne sono mediamente sprovvisti), c’è una mera questione di privacy che va rispettata. Non è bello per una signora rifarsi il trucco in un luogo dove gli uomini vanno e vengono a loro piacimento. Così come sarebbero impossibili tutti quei pettegolezzi fra donne tipici di questi luoghi. Senza dimenticare, per come sono fatti i “sapiens”, che i bagni unisex nel breve periodo diventerebbero scomode alcove con risvolti inimmaginabili e, in alcuni casi neppure tanto estremi, violenti.

Sui teatri al posto di qualche spaccio della catena svedese d’abbigliamento H&M, invece, sono d’accordo. Sarà che un po’ li ho praticati, i teatri, sarà che lì si esercita qualcosa di ormai desueto che passa sotto il nome di cultura, sarà che quel genere d’abbigliamento pur se necessario non mi piace, sta di fatto che lo slogan “più teatri meno boutique popolari d’abbigliamento di serie” m’intriga assai.

Così come m’intriga l’attore fiorentino Gianluca Gori, che s’è dovuto inventare il personaggio di Drusilla Foer per avere più sbocchi lavorativi e visibilità. Un percorso artistico, un coup de théâtre come detto, già praticato nel cinema (MrsDoubtfire – Mammo per sempre, 1993, diretto da Chris Columbus con Robin Williams), o in televisione con Mauro Coruzzi che s’è presentato al grande pubblico con la provocazione di successo del personaggio Platinette.

Insomma, gli uomini sono più bravi artisticamente quando fanno le donne? Sembrerebbe di sì visti certi esempi, anche perché le poche volte che è successo il contrario le donne non ce l’hanno fatta quasi mai ad avere successo nelle spoglie di un uomo. Mi viene in mente Marlene Dietrich, ma quelli erano altri tempi e la sua è davvero un’altra storia (inizio Novecento).

Tornando a Drusilla/Gianluca, condannata ad essere donna intelligente e raffinata “pe poté magnà”, come direbbero in uno dei quartieri popolari de Roma, non sarebbe male se Gianluca riprendesse il sopravvento sulla nobildonna che, pur non essendo registrata all’anagrafe, dispensa idee e consigli a destra e a manca. Sono certo che lui non le sarebbe da meno.

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di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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