Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

Bollette: sarà ‘L’inverno del nostro scontento’

Pensavamo di esserci messo alle spalle il peggio ma il peggio deve ancora venire

Camerano, 6 settembre 2022 – Non fosse per gli inaccettabili aumenti di gas ed elettricità, che con l’inverno e le giornate corte ci obbligheranno a consumi maggiori e bollette stratosferiche, non avrei esitazioni a dire che questo caldo settembrino ha davvero stufato. Un’affermazione egoista, lo so, perché chi per undici mesi sta rinchiuso negli uffici e nelle fabbriche delle città ha il sacrosanto diritto di andarsene in ferie e trovare il sole. Che poi, egoista fino a un certo punto: quando lavori al computer per dieci ore filate, e il sudore si trasferisce dalle ascelle alla mano e dalla mano al mouse che neppure scorre più e non risponde ai comandi, un qualche accidente alla calura lo mandereste pure voi.

So bene che queste temperature fra qualche settimana le rimpiangeremo perché, tornando ai rincari delle bollette di gas ed elettricità, l’entità vera degli aumenti le famiglie italiane l’avvertiranno seriamente fra un mese o due. Mentre per tante aziende, industrie, esercizi commerciali, i canini aguzzi dei rincari hanno già addentato e, in qualche caso, lacerato il futuro lavorativo di imprenditori impotenti.

Una speculazione vera e propria, quella dei rincari, nei confronti della quale Portogallo, Spagna e Francia si sono mosse con manovre di contenimento e tetto imposto, mentre in Italia, nella perdita di tempo dovuta ad una campagna elettorale che ci potevamo anche risparmiare, i nostri politici continuano a blaterare del nulla aspettando le decisioni di una Comunità Europea più lenta di un bradipo nel prendere decisioni.

C’è chi sostiene che le temperature dei termosifoni andranno abbassate di un grado, ma che vuol dire? Abbassare il termostato da 21 a 20 gradi? Mi spiace, cari signori, lavorateci voi in una stanza in pieno inverno con 20 gradi. Eppoi, chi controlla? Manderanno i Carabinieri casa per casa, alloggio per alloggio a misurare? Ridicolo.

Qualcuno vuole subito i rigassificatori, qualcun altro li boccia senza se e senza ma. C’è chi vuole costruire centrali nucleari di ultima generazione, chi vuole tornare a perforare l’Adriatico e chi gli dice che se lo può scordare; chi vuole eliminare le sanzioni alla Russia e fargli così riaprire i rubinetti del gasdotto e chi gli risponde che è filo Putin. Insomma, a questo punto oltre alla calura mi hanno stufato anche tutti questi politici nostrani che ogni sera in Tv ne tirano fuori di ogni senza fare nulla. Nulla se non blaterare stupidaggini. Un nulla che ogni giorno fa chiudere aziende e lascia a casa sempre più lavoratori. Quando iniziavamo a pensare di esserci messo alle spalle il peggio, oggi ci accorgiamo che il peggio deve ancora venire!

Intanto, come naturale reazione al peggio che verrà, la legna da ardere ha già subìto un aumento del 18 – 20% (fortunato chi ha un camino in casa), e le stufe in ghisa e per pellet un aumento del 30%. C’è chi si aggira nei boschi a fare raccolta di legna secca, e chi continua a bucare le condutture pubbliche per rubare combustibile. Nella totale immobilità dei nostri politici ognuno si arrangia come può, in attesa dell’arrivo del freddo. Sarà, come titolava il romanzo dello scrittore statunitense John Steinbeck nel 1961, “L’inverno del nostro scontento”?

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di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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