Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

Amministrative 2021 – A Camerano i primi contatti

Nel sottobosco politico locale partite per tempo le manovre

Camerano, 10 ottobre 2020 – Nel 2021 saranno circa 1.300 in Italia i Comuni che andranno al voto per eleggere i nuovi Sindaci o per riconfermare gli uscenti. Amministrative di cui non si conosce ancora la data, indicativamente prospettata per fine aprile, anche se la decisione finale sarà condizionata dall’evolversi o meno della pandemia in atto. Quel che è quasi certa, è la doppia tornata con i seggi che dovrebbero restare aperti la domenica e la mattinata del lunedì.

Dunque, mancano più o meno sei mesi al d-day. Un sacco di tempo a disposizione di liste civiche e partiti per organizzarsi, trovare i candidati, scrivere i programmi. Nonostante ciò, a Camerano già fervono incontri e riunioni – tassativamente riservate in questa fase – per cercare accordi, alleanze, nomi e capitoli per redigere la Bibbia dei futuri governi.

Intanto, parliamo delle certezze fin qui scaturite. Lorenzo Rabini, responsabile locale di Fratelli d’Italia, dopo aver delegato al ruolo Francesco Marzocchi che infatti sta già  guidando le trattative, non si ricandiderà. Non esclude appoggi e consulenze esterne ma di mettersi ancora in lista al momento non vuol saperne. Stessa decisione presa anche da Giuseppe Vaccari. L’amministratore della pagina social più diffusa in paese, Camburan p’r sempr, dopo aver dato ad intendere per mesi di volersi impegnare in prima persona ha fatto sapere in via ufficiale che il suo nome non comparirà in nessuna lista. Darà una mano dall’esterno al centrodestra ma nessun impegno diretto.

Ultima certezza, il M5S guidato da Luciano Sabatini si presenterà come sempre da solo. Anche se non è da escludere, alla luce di quanto successo alle ultime regionali, che possa apparentarsi con un lista civica semmai questa si profilasse all’orizzonte.

Finite le certezze passiamo ai si dice… Tutti da prendere con le molle ovviamente, perché si sa: in politica quel che vale oggi domattina può essere smentito. Il sindaco uscente, Annalisa Del Bello, sta vivendo una fase di riflessione. C’è chi mormora che non abbia voglia di ricandidarsi; chi sussurra che avrebbe aspirato ad un ruolo in un ufficio della regione al servizio dell’ex parlamentare Emanuele Lodolini il quale, non essendo stato eletto, ha di fatto impedito una tale possibilità. Se la Del Bello dovesse lasciare, al suo posto potrebbe candidarsi Luciano Libardi, conosciuto come il maestro e direttore d’orchestra della Corrida cameranese: arriva anche lui, come la Del Bello, dal mondo centrista e degli scout. Sarebbe, in ultima analisi, una specie di passaggio del testimone. Si fanno anche i nomi di Marco Principi, attuale assessore allo Sport, mentre l’assessore Costantino Renato, il più votato a Camerano nel 2016, avrebbe bisogno di stimoli forti per continuare dopo la delusione del trattamento ricevuto dai suoi in questi quattro anni e mezzo.

Ricapitolando: M5S a parte, l’unica certezza ad oggi è data dal centrodestra che pare si presenterà compatto in un’unica lista con tanto di simboli di partito, con l’aggiunta di un elemento dell’UdC osimano di Dino Latini neo eletto consigliere regionale. Alfonso Ardone di Forza Italia, Lorenzo Ballarini della Lega, Francesco Marzocchi di Fratelli d’Italia più Gianluca Trenta dell’UdC (?), si sono già incontrati e hanno trovato un accordo di massima. Questa volta, invertendo le procedure: anziché partire dal nome del candidato Sindaco per costruirgli intorno lista e programma, sono partiti da un programma di massima condiviso da tutti con un patto ferreo, per poi passare ai nomi dei candidati da inserire in lista e per ultimo il nome del Sindaco.

Per tutti e quattro, un’unica convinzione: il nome di Giorgio Giostra non è stato preso minimamente in considerazione. Se l’attuale amministratore della pagina social Giorgio Giostra per Camerano vorrà candidarsi dovrà farlo con una lista propria, o accasarsi da un’altra parte: per lui, nel listone di centrodestra non c’è posto.

Un ultimo spiffero, prima di chiudere. Oltre a quanto già elencato, e non è poco, pare esistano manovre per un’ulteriore lista civica in fase embrionale ma, al momento, è prematuro parlarne. L’idea è solo imbastita e gli va dato tempo per trasformarsi in realtà e proporsi in modo concreto al gradimento dei cameranesi.

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Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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