Pane Burro & Marmellata

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Amministrative 2021 – A Camerano i primi contatti

Nel sottobosco politico locale partite per tempo le manovre

Camerano, 10 ottobre 2020 – Nel 2021 saranno circa 1.300 in Italia i Comuni che andranno al voto per eleggere i nuovi Sindaci o per riconfermare gli uscenti. Amministrative di cui non si conosce ancora la data, indicativamente prospettata per fine aprile, anche se la decisione finale sarà condizionata dall’evolversi o meno della pandemia in atto. Quel che è quasi certa, è la doppia tornata con i seggi che dovrebbero restare aperti la domenica e la mattinata del lunedì.

Dunque, mancano più o meno sei mesi al d-day. Un sacco di tempo a disposizione di liste civiche e partiti per organizzarsi, trovare i candidati, scrivere i programmi. Nonostante ciò, a Camerano già fervono incontri e riunioni – tassativamente riservate in questa fase – per cercare accordi, alleanze, nomi e capitoli per redigere la Bibbia dei futuri governi.

Intanto, parliamo delle certezze fin qui scaturite. Lorenzo Rabini, responsabile locale di Fratelli d’Italia, dopo aver delegato al ruolo Francesco Marzocchi che infatti sta già  guidando le trattative, non si ricandiderà. Non esclude appoggi e consulenze esterne ma di mettersi ancora in lista al momento non vuol saperne. Stessa decisione presa anche da Giuseppe Vaccari. L’amministratore della pagina social più diffusa in paese, Camburan p’r sempr, dopo aver dato ad intendere per mesi di volersi impegnare in prima persona ha fatto sapere in via ufficiale che il suo nome non comparirà in nessuna lista. Darà una mano dall’esterno al centrodestra ma nessun impegno diretto.

Ultima certezza, il M5S guidato da Luciano Sabatini si presenterà come sempre da solo. Anche se non è da escludere, alla luce di quanto successo alle ultime regionali, che possa apparentarsi con un lista civica semmai questa si profilasse all’orizzonte.

Finite le certezze passiamo ai si dice… Tutti da prendere con le molle ovviamente, perché si sa: in politica quel che vale oggi domattina può essere smentito. Il sindaco uscente, Annalisa Del Bello, sta vivendo una fase di riflessione. C’è chi mormora che non abbia voglia di ricandidarsi; chi sussurra che avrebbe aspirato ad un ruolo in un ufficio della regione al servizio dell’ex parlamentare Emanuele Lodolini il quale, non essendo stato eletto, ha di fatto impedito una tale possibilità. Se la Del Bello dovesse lasciare, al suo posto potrebbe candidarsi Luciano Libardi, conosciuto come il maestro e direttore d’orchestra della Corrida cameranese: arriva anche lui, come la Del Bello, dal mondo centrista e degli scout. Sarebbe, in ultima analisi, una specie di passaggio del testimone. Si fanno anche i nomi di Marco Principi, attuale assessore allo Sport, mentre l’assessore Costantino Renato, il più votato a Camerano nel 2016, avrebbe bisogno di stimoli forti per continuare dopo la delusione del trattamento ricevuto dai suoi in questi quattro anni e mezzo.

Ricapitolando: M5S a parte, l’unica certezza ad oggi è data dal centrodestra che pare si presenterà compatto in un’unica lista con tanto di simboli di partito, con l’aggiunta di un elemento dell’UdC osimano di Dino Latini neo eletto consigliere regionale. Alfonso Ardone di Forza Italia, Lorenzo Ballarini della Lega, Francesco Marzocchi di Fratelli d’Italia più Gianluca Trenta dell’UdC (?), si sono già incontrati e hanno trovato un accordo di massima. Questa volta, invertendo le procedure: anziché partire dal nome del candidato Sindaco per costruirgli intorno lista e programma, sono partiti da un programma di massima condiviso da tutti con un patto ferreo, per poi passare ai nomi dei candidati da inserire in lista e per ultimo il nome del Sindaco.

Per tutti e quattro, un’unica convinzione: il nome di Giorgio Giostra non è stato preso minimamente in considerazione. Se l’attuale amministratore della pagina social Giorgio Giostra per Camerano vorrà candidarsi dovrà farlo con una lista propria, o accasarsi da un’altra parte: per lui, nel listone di centrodestra non c’è posto.

Un ultimo spiffero, prima di chiudere. Oltre a quanto già elencato, e non è poco, pare esistano manovre per un’ulteriore lista civica in fase embrionale ma, al momento, è prematuro parlarne. L’idea è solo imbastita e gli va dato tempo per trasformarsi in realtà e proporsi in modo concreto al gradimento dei cameranesi.

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di Paolo Fileni

“Eravate rincoglioniti anche prima!”

Diventa virale sui social un post critico a firma Lorena Verucchi


27 ottobre 2020 – Le restrizioni imposte dall’ultimo Dpcm firmato dal premier Conte e in vigore da un paio di giorni, con le sue restrizioni, sospensioni e chiusure anticipate, ha scatenato sui social una ridda di reazioni disordinate, frastornate, spesso accusatorie. Ne riporto una, integralmente anche se cruda, a firma Lorena Verucchi che sta diventando virale a forza di condivisioni. Lascio al lettore ogni interpretazione e/o reazione, aggiungendo un personale quesito: ma davvero eravamo, o siamo, così?

Fossi in Conte, adotterei le stesse misure anticovid della Svezia e farei selezione negli ospedali come la Svizzera. Poi, mi preparerei 20 kg di popcorn e 10 casse di birra e mi godrei lo spettacolo di vedervi morire come mosche.

Sono parole forti, lo so, ma sentirvi lagnare per ogni cazzo di cosa che vi si dice è alienante. “Dittatura sanitaria”, “Conte come il DVCE” e altre vaccate così (pronunciate, spesso, proprio da fascistoidi) fanno ridere, se non ci fosse da piangere.

Avete rotto i coglioni con gli autobus pieni zeppi e, ora che vogliono reintrodurre una d.a.d. più forte (per ridurre assembramenti dentro le scuole e nei mezzi pubblici) rompete ancora la fava perché “i vostri figli sono in prigione”.

I teatri sono in crisi da 20 anni perché nessuno ci andava (preferivate stare a casa a guardare la D’Urso) e ora che li hanno chiusi, sembrate tutti Dario Fo. Scaricavate film pirata da internet e, per questo, i cinema chiudevano. Ma ora siete tutti Fellini. Comprate di tutto su Amazon, ma ora vi stanno a cuore i negozietti di quartiere e i poveri artigiani.

La verità è che siete ipocriti. Disfattisti. Ignoranti come bestie. Vi meritate il dj del Papeete a capo della vostra mediocrità. Il virus, dopo le 18, non è più contagioso? La mascherina è dannosa perché ti fa respirare la tua CO2 e ti rincoglionisce, vogliono far fallire l’Italia ecc… No, mi dispiace deludervi. La mascherina non c’entra. Eravate rincoglioniti anche prima.

Poi, ovviamente, capisco che essere una partita iva, di questi tempi, sia la cosa peggiore che possa esserci. Ma è una pandemia. Tutto il mondo è in questa situazione. Addirittura molto peggio. Cosa era meglio? Tenere il negozio aperto e avere tutti i clienti morti?

Comunque vi invidio. Vorrei essere anche io come voi e urlare: non ce n’è coviddi! e avere sempre la verità in tasca, dall’alto della mia cultura maturata presso l’università della vita.

Ne usciremo migliori. Manco per il cazzo”.

Lorena Verucchi

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