Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

Alla fine a salvarci sarà la solita botta di culo!

Ultimo Dpcm del Premier Conte: regioni gialle, arancioni, rosse

Camerano, 5 novembre 2020 – L’ultimo Dpcm firmato e presentato in conferenza stampa televisiva ieri sera dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, entrerà in vigore da venerdì 6 novembre e ci resterà – salvo disgrazie in corso d’opera o miracoli imprevisti e imprevedibili – fino a giovedì 3 dicembre 2020.

Se fino a ieri l’Italia era spaccata in due, responsabili/negazionisti, da oggi lo stivale tricolore è spaccato in tre: area gialla (criticità moderata), area arancione (criticità medio alta), area rossa (criticità alta), dove criticità non significa numero di decessi da Covid-19 ma numero di persone che intasano le corsie d’ospedale e occupano i letti delle terapie intensive.

Come a dire che il nostro Paese non si chiude alla vita, alla libertà e al libero commercio per i preoccupanti decessi dovuti o aggravati dal coronavirus, ma sceglie restrizioni, coprifuoco e limitazioni varie in base al numero dei posti letto che in questi giorni nei nosocomi vanno riempiendosi ad una velocità supersonica. Ergo: in Italia le pompe funebri non vanno in difficoltà ma gli ospedali sì. Forse, sarebbe bastato chiuderne qualcuno in meno o renderne operativi altri che oggi non sono altro che scheletri decadenti e marcescenti iniziati e mai terminati.

Certo, è facile fare dell’ironia sulle disgrazie umane, così come è difficilissimo azzeccare le scelte giuste per chi deve decidere come muoversi e come combattere contro un nemico invisibile, sconosciuto, potentissimo, vigliacco e subdolo che non guarda in faccia nessuno privo com’è di un cuore, di un cervello, di occhi. Ma la sensazione di non riuscire ad affrontarlo con efficacia perché abbiamo armi spuntate e denari insufficienti è forte, fortissima.

A livello sociale, per giunta, sembrerebbe che una buona fetta di italiani non abbia recepito la gravità del momento, incapaci come sono di sentirsi vittime potenziali o di fare davvero quei sacrifici seri e necessari che gli viene chiesto di fare. Meglio sostenere che il Covid-19 non esiste piuttosto che rinunciare alla movida, alla palestra, alla festa di compleanno, alla sala di un cinema…

Per contro, però, se obblighi alla chiusura tutte queste attività o ne limiti l’operatività e il fatturato, se vuoi che resistano e non falliscano devi essere in grado di sostenerle davvero con aiuti economici concreti. Diversamente, ne metti in conto una percentuale alle voci chiusura e morte definitiva e buonanotte al secchio! Alla faccia delle zone gialle, arancioni o rosse. Alla luce di ciò, fanno davvero sorridere quei politici, Ministri compresi, che continuano a dichiarare: «Nessuno si salva da solo, neppure uno dovrà restare indietro».

Alla fine, saranno in molti a restare indietro, e qualcuno riuscirà a salvarsi da solo. A prescindere dalle zone gialle, arancioni o rosse e dalle scelte politiche. I primi, perché lasciati soli senza risorse e dunque impossibilitati a reagire; i secondi, perché forti delle personali finanze o più semplicemente per pura fortuna dovuta all’allocazione territoriale. In fondo, e spesso, trovarsi al posto giusto al momento giusto non è altro che una botta di culo!

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di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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