Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

A quattrocento cameranesi chiedo: perché?

Ci sono storie e comportamenti difficili da spiegare al di là di tutto

Camerano, 23 settembre 2020 – Il cielo oggi, è di un grigio perla quasi uniforme con qualche squarcio di sbuffi biancastri. E piove, un po’ di traverso. Una giornata cameranese di primo autunno che mette tristezza. Forse, quella stessa tristezza mista a un leggero scoramento che deve provare Lorenzo Rabini (foto) in queste ore. Perché non puoi sentirti diversamente quando ti senti tradito o non considerato dai tuoi stessi compaesani.

Per farla breve: Rabini, con alle spalle una lunga militanza politica nel centrodestra consumata nei decenni dai banchi dell’opposizione in Consiglio comunale, in quello provinciale e con incarichi di responsabile di Fratelli d’Italia per la provincia di Ancona, quest’anno si è candidato per un posto da consigliere in Regione Marche. Per la seconda volta nell’arco della sua carriera. La prima volta (2000) gli andò male, oggi pure. In entrambi i tentativi non è riuscito a farsi eleggere.

Ora, ci sta che un politico di professione abbia alti e bassi, che il vento del consenso non spiri sempre dalla sua parte, anche perché l’elettorato è talmente umorale e legato a questioni interdipendenti dal suo operato che spesso lo premia o lo castiga “ad cazzum” come dicevano i latini.

Dunque, perdere ci sta. Ma a volte il come perdi è più devastante della sconfitta in sé. Rabini, unico candidato cameranese alla Regione, sul voto massiccio dei suoi compaesani contava parecchio. Per loro, e per Camerano, dagli scranni del Consiglio regionale avrebbe potuto fare parecchio. E Dio solo sa quanto Camerano abbia bisogno di una mano per tornare ad essere un po’ più viva.

Il mio precedente editoriale, su questo stesso tema, era stato piuttosto esplicito. Evidentemente, è stato un editoriale muto. Rabini ha perso. Nella provincia ha raccolto un totale di 890 voti. A Camerano, quello che doveva essere il suo bacino di voti più importante, ha raccolto 390 preferenze: una miseria rispetto alle migliaia di cameranesi che hanno votato. Ma l’assurdo, per lui, è un altro.

Qui a Camerano il suo partito, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, è risultato il primo partito con 790 voti. Significa che 790 cameranesi hanno messo la X sul simbolo di Fratelli d’Italia, ma solo 390 di questi hanno aggiunto di fianco al simbolo il nome Rabini. Quattrocento cameranesi non l’hanno fatto: perché? Perché Rabini gli sta antipatico? Perché Rabini gli ha fatto qualche sgarbo? Perché Rabini tifa Juventus? A quei quattrocento chiedo: perché?

E sia ben chiaro. Chi scrive non vota Fratelli d’Italia; non va a cena con Rabini (non ci sono mai andato e in fondo un po’ mi dispiace), l’unica cosa che mi lega a Lorenzo, oltre ad una profonda stima verso la persona e il suo sapere di politica (si chiama esperienza), è il tifo per la stessa squadra di calcio. Avrei fatto lo stesso ragionamento anche se al suo posto ci fosse stata il sindaco! Nonostante ciò, lunedì l’ho votato, per lui e per Camerano.

Il problema qui non è Rabini. Il problema sono quei quattrocento cameranesi. Vogliamo mettere che una trentina pensavano che votando il simbolo votavano anche lui? Mettiamolo! E gli altri 370? Forse le loro preferenze, se espresse, non avrebbero portato comunque Rabini in Regione, ma almeno avrebbero dimostrato che c’era un’unità d’intenti, una volontà precisa, la dimostrazione che una fetta di cameranesi, pur se piccola, qualcosa per il paese è disposta a farla oltre ad una semplice croce. Al di là del colore degli schieramenti. Al di là della stupidità!

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Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

La vita con i cani è… meravigliosa!

Quattordici modi per coniugarla dal profondo dell’anima


13 gennaio 2022Piera Alessio (nella foto con la sua cagnolina Nina), torna in questo spazio “Paneburroemarmellata” (glielo cedo sempre con profonda stima, amicizia e rispetto oltre che per il suo grande cuore e la sua grande penna), per raccontarci com’è, dal suo punto di vista, la vita con i cani che lei declina e descrive in svariate sfaccettature. Un argomento solo all’apparenza scontato, che solo chi ha posseduto o possiede un cane può davvero cogliere nella sua essenza. Scrive Piera:

“La vita con i cani è strana. Diventerai, senza che nessuno te lo insegni o ti spieghi come farlo, il capo branco di un cane che sarà pronto a qualunque cosa per te non appena saprà riconoscere il tuo odore e la tua voce.

La vita con i cani è misteriosa. Sarai spiato da un Grande Fratello peloso che non perderà nessun tuo movimento, specialmente quando capirà dove sono la cucina ed il recipiente dei biscotti.

La vita con i cani è crescere. Non puoi farci niente, non puoi fermare il tempo perché quel cucciolo che hai tenuto in braccio crescerà troppo velocemente, per diventare il grande amico che ti vorrà accompagnare ovunque andrai. I cuccioli durano troppo poco.

La vita con i cani è confronto. Avrai sempre uno sguardo con il quale misurarti, affogherai senza poterti salvare nelle profondità inimmaginabili degli occhi di un cane. Dove la gente crede che non ci sia un’anima.

La vita con i cani è sincera. Non avrai bisogno di raccontar loro una bugia o delle storie inventate perché tanto, qualunque cosa tu dica loro, i cani la sanno. Sempre.

La vita con i cani è scomoda. Ti ritroverai una sera d’inverno, con la tramontana che ti graffia il viso ed il gelo che ti arriva alle ossa, a passeggiare da solo con il tuo cane che corre e scodinzola felice, incurante del vento che gli arruffa il pelo e del caldo che avete lasciato in casa.

La vita con i cani è buffa. Parlerai con un essere che non ti potrà mai rispondere e che però ascolterà ogni tua parola, con così tanta attenzione ed interesse che non ritroverai in nessun altro uomo o donna al mondo.

La vita con i cani è ritorno a casa. Nessuno come il tuo cane sarà felice di vederti ogni volta che spunterai dalla porta dalla quale ti ha visto andar via; imparerà i tuoi orari, riconoscerà il tuo passo e sarà lì ad aspettarti, anche quando sarà vecchio e stanco, saltando di gioia come se non ti vedesse da un mese. Anche se sei uscito per comprare il giornale.

La vita con i cani è rinuncia. Perderai, a poco a poco, quella porzione di divano su cui stavi tanto comodo, dove ti godevi il riposo ed il meritato relax dopo giornate faticose e noiose. E la cosa bella sarà che non ti dispiacerà affatto.

La vita con i cani è comunione. Dividerai il tuo ultimo boccone con il tuo cane, perché non potrai resistere al suo sguardo implorante che hai incrociato purtroppo per te mentre stavi cenando.

La vita con i cani è insegnamento. Sono loro che ti mostreranno, semplicemente correndo in un prato o sulla riva del mare, la bellezza di una giornata di sole e l’importanza di stupirsi – ogni volta – davanti alle cose semplici.

La vita con i cani è amore. Quello che proverai ad emulare, che proverai a restituire al tuo cane senza però riuscirci. Ma cimentarti in questa prova sarà una delle tue imprese più entusiasmanti.

La vita con i cani è un viaggio. Nessun sentiero di montagna ti sembrerà lo stesso dopo che lo avrai percorso insieme al tuo cane: ricorderai profumi, odori e colori del bosco che prima non avevi sentito o visto; proprio come succederà per il tratto di vita che farete insieme.

La vita con i cani è una parentesi. Per te è una parte della tua vita, un dolce intervallo fra mille impegni e anni da riempire di cose da fare, un breve cammino insieme ad un cane che tu ben sai, ad un certo punto, si fermerà per lasciarti andare da solo. Invece, per il tuo cane, la tua vita è tutto.

La vita con i cani è meravigliosa“.

di Piera Alessio

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