Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

Ancona, la Mancinelli e il geometra del Buongoverno…

Quando il fato si diverte a far coincidere il libro giusto con un momento sbagliato

Ancona, 9 novembre 2019 – Una vera e propria bufera giudiziaria si sta abbattendo sull’Amministrazione di Ancona coinvolgendo sindaco, assessori e tecnici. Una storiaccia, nelle premesse, che sembrerebbe fatta di corrotti, corruzioni, concussioni, mazzette e favoritismi. Le indagini, delicatissime e riservate, sono in corso ed è inutile in questa fase puntare il dito, condannare, procedere a mediatiche esecuzioni sommarie. Ci sarà tempo e modo, a indagini concluse e con prove alla mano, per condannare o assolvere…

Insomma, Ancona sta vivendo una storia di appalti truccati che vede coinvolti il geometra del Comune e diversi imprenditori. Una storiaccia ormai piuttosto diffusa nel Bel Paese, attraversato quotidianamente da storie di ordinaria corruzione che lo feriscono e insudiciano da Bolzano a Pantelleria con una puntualità e una ripetitività piuttosto deprimente. Ma è l’Italia di oggi, quella dei soldi facili messi insieme dai burocrati degli Enti, che poi sono quelli che davvero gestiscono il potere e lo trasformano in profitto. Lecito o illecito che sia. L’Italia degli imprenditori furbetti che senza guardare in faccia nessuno, e fregandosene delle regole, pensano di poter fare ciò che vogliono pagando mazzette a questo o a quello, tanto il rischio d’essere beccati è minimo e la pena irrisoria.

Quel che colpisce l’immaginario, però, è che il germe del “vizietto” sia arrivato anche ad Ancona (o che finalmente lo si denunci pubblicamente). Una piccola e “onesta” città con poco peso specifico, quella dorica, con poca personalità, piuttosto anonima nel panorama nazionale e senza le pretese e il coraggio di un progetto e un disegno di sviluppo che la faccia crescere davvero.

Una bufera giudiziaria che arriva nel momento sbagliato per la prima cittadina Valeria Mancinelli (foto), anche se per certe bufere non c’è mai un tempo giusto, impegnata in questi giorni nella promozione del suo libro: I princìpi del buongoverno. Con quel che le sta accadendo a Palazzo, non è proprio il momento migliore per lei di parlare di buongoverno: “che la sindaca non ci venga a dire che la mano destra non sapeva ciò che faceva la sinistra” ha scritto qualcuno sui social.

Travolta dagli eventi, la prima cittadina ha annullato l’incontro milanese con il sindaco Giuseppe Sala: “Sono rimasta in Ancona perché sono il Sindaco eletto dai cittadini e devo lavorare per la mia città, più che mai in questo momento difficile, e realizzare i progetti che gli anconetani chiedono da tempo”, ha scritto la Mancinelli sul suo profilo Facebook. “Chiedo alla magistratura e agli inquirenti di fare in fretta, siano veloci e chiariscano. Se ci sono mele marce agiremo con assoluto rigore perché onestà e trasparenza sono nel nostro DNA e nel DNA di amministratori e dipendenti del Comune di Ancona. Conosco e stimo i miei assessori ed ho piena fiducia nei loro confronti”.

Ricevuto, sindaco. Fino a prova contraria siamo con lei. Però, se le cose dovessero risultare diverse da come lei dice, promette che si dimetterà? Così, giusto per i princìpi del buongoverno.

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio i moscioli dell’aria di Portonovo

Quando il marketing spinge al superfluo


Portonovo (AN), 3 dicembre 2019 – Questa volta lo spunto di riflessione arriva da Il Resto del Carlino di oggi che, sulla pagina di Ancona, pubblica un articolo dal titolo bizzarro a firma Ilaria Traditi: “Portonovo, ora è in vendita anche l’aria”.

In sostanza, alcuni anni fa Paolo Bonetti (nella foto di Bobo Antic, per gentile concessione de Il Resto del Carlino), imprenditore della Baia con il bernoccolo del marketing, s’è inventato l’idea di mettere in lattina l’aria salubre di Portonovo, per offrirla poi ai turisti al costo di 3 euro. Un’idea che, visto il successo di vendite, sembrerebbe vincente e lucrosa dal momento che il barattolo di latta pieno di niente da souvenir estivo è diventato anche fortunata strenna natalizia.

Come spiega Ilaria Traditi, il business è ben consolidato: “dall’aria delle Dolomiti venduta in bottigliette da 5 euro, a quella delle Montagne Rocciose che spopola tra i cinesi venduta dalla società canadese Vitality Air fino a quella delle incontaminate campagne inglesi che va forte in Corea”. E, aggiungo io, l’acqua isotonica benefica e tonificante per gli occhi del mare delle Cinque Terre in Liguria venduta in bottigliette.

Ora, tenuto conto che nel marketing ogni idea finalizzata a promuovere un territorio può essere geniale quando funziona – e quella di Paolo Bonetti lo è – mi domando perché la gente sia disposta a spendere denaro – anche 10 euro – per acquistare il nulla. Perché l’aria di Portonovo, delle Dolomiti o delle Montagne Rocciose è francamente il nulla. Quando vai in quei posti, puoi mettertela da solo all’interno di un barattolo e, se il barattolo già ce l’hai, lo puoi fare a costo zero!

La società dei consumi di cui facciamo parte tutti, e le leggi di questo sistema che regolano la promozione degli articoli e dei prodotti immessi sul mercato – che in un modo o nell’atro devono comunque essere venduti – hanno profondamente modificato la capacità di valutazione del singolo. Così tanto, da arrivare a farti acquistare il superfluo convincendoti che ne valga la pena. Di questo assunto sono pieni i nostri carrelli della spesa.

Per quanto mi riguarda, se vado a Portonovo preferisco portarmi a casa un succoso piatto di moscioli: ti basta aggiungerci un po’ di limone e prezzemolo per farti ricordare per sempre di quella bellissima Baia. Dell’aria in lattina, una volta aperta, non ti resta che una lattina piuttosto indigesta. Nessun profumo, nessun gusto, nessun senso d’aver assaporato il paradiso.

 


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