Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

18 maggio: pronti, ripartenza e via!

Fra rischi calcolati e paure termina la clausura di famiglie e attività produttive

17 maggio 2020 – Dopo quasi tre mesi di restrizioni, chiusure forzate, quarantene familiari e una lotta infinita, a tratti cruenta e cinica di medici ed infermieri in terapia intensiva, termina qui la fase peggiore della resistenza italiana contro il Covid-19. Da domani, 18 maggio 2020, tornano a ripartire le attività e le persone potranno spostarsi nella propria regione senza bisogno delle autocertificazioni.

Questo, però, non significa la fine dell’epidemia da coronavirus. Sarà una ripartenza a rischio, seppur calcolato come ha detto ieri sera alla tv il premier Conte, resa necessaria da un’economia interna quasi alla fame e – non possiamo nascondercelo – da scelte poco azzeccate piovute dall’alto e figlie della troppa incoscienza iniziale, della troppa prudenza durante la difesa sul campo, della testardaggine nel seguire protocolli di cura che andavano, in alcuni casi, in direzioni sbagliate.

Col tempo ne sapremo di più, si accerteranno errori e responsabilità precise, ma sfido chiunque, fase dopo fase, a gestire al meglio e senza errori un’emergenza aliena contro un mostro invisibile, sconosciuto e dalla virulenza devastante. E, per quanto riguarda lo Stato, con davvero troppo pochi denari in cassa da investire a fondo perduto per far ripartire l’economia.

Il 18 maggio ripartono le attività e le persone, che si muoveranno all’interno di un quadro affatto rassicurante nonostante le curve a livello nazionale e regionale siano in calo: 70.187 i casi positivi registrati in Italia al 16 maggio, 773 quelli in terapia intensiva, 59.000 in isolamento domiciliare (Fonte: Ministero della Salute).

Nelle Marche, su 6.642 casi positivi in essere, 171 sono attualmente i ricoverati (102 non in terapia intensiva, 17 in intensiva, 52 in area post Acuzie), mentre sono ancora 5.027 i casi in isolamento domiciliare (dati Gores Regione Marche).

Servirà essere prudenti, rispettare le distanze, usare gli strumenti di prevenzione al contagio, e questo compito spetterà principalmente al buon senso delle persone, dei cittadini, con la collaborazione di Comuni, Regioni e attività produttive. Ripartire con le attività era necessario, obbligatorio direi, nonostante da più parti medici ed esperti sostengano che il vero mostro debba ancora arrivare. Se sarà, avremo conoscenze nuove per contrastarlo, sempreché i cosiddetti esperti si decidano a dar retta anche ai medici di frontiera.

Come il medico chirurgo Stefano Manera (foto) che, in un’intervista rilasciata a Byoblu24, ha denunciato alcuni errori fatali commessi all’inizio nell’indirizzare le cure. «Intanto è mancato il trattamento domiciliare – sostiene Manero, che poi entra nel dettaglio – Ci sono state parecchie vittime da Covid-19 perché i pazienti venivano curati per polmonite interstiziale, mentre invece si sarebbero dovuti curare da Cid (coagulazione intravascolare disseminata), un’infiammazione estremamente acuta del sistema vascolo-arterioso». Tesi sostenuta, nella stessa intervista, anche dal dottor Fabio Milani.

Staremo a vedere, per me è arabo e solo il tempo ci dirà come sono andate davvero le cose. Intanto, prepariamoci, da domani torneremo a respirare una quasi totale normalità. Saremo davvero in grado di gestirla al meglio, evitando così pericolosissimi e disastrosi ritorni di fiamma del drago Covid?

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Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Come cambia l’informazione al tempo dei social

La capacità delle Amministrazioni comunali di trasmettere il proprio operato


Camerano, 16 maggio 2022 – È fuori da ogni dubbio o discussione: l’avvento dei social ha letteralmente stravolto il mondo della comunicazione, il modo di fare informazione e dare le notizie. A volte migliorando le cose, a volte peggiorandole in modo inaccettabile e, spesso, dannoso.

L’avvento del web, e di piattaforme come Facebook, Tik Tok, Twitter, WhatsApp, Telegram, ha aperto spazi infiniti e fatto crollare muri dell’incomunicabilità prima inaccessibili. Ma, se da un verso ha messo in comunicazione fra loro gli individui di tre quarti del mondo, da un altro ha concesso diritto di parola e di replica anche agli imbecilli che, considerati certi interventi visti su Facebook, prolificano a tutte le latitudini dell’emisfero. Umberto Eco docet, quando affermò: «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli». Era il giugno del 2015.

La sua affermazione, oggi, è stata ampiamente dimostrata. Nel campo della comunicazione, che andrebbe trattata con molta delicatezza, ci si sente tutti giornalisti. Tanti, troppi i novelli Indro Montanelli o Enzo Biagi che sia, pronti a dare per primi lo scoop giornaliero di quanto accaduto sotto casa, o al vicino di pianerottolo, o in piazza, o dall’altro capo del mondo, con il risultato di spargere spazzatura a destra e a manca. Tanti, troppi quelli che riprendono dai social una news e, convinti d’essere gli unici, la fanno rimbalzare qua e là aggiungendo – o togliendo – qualche contenuto. Tanti, troppi quelli che gli danno seguito, non verificano le fonti e contribuiscono ad allagare l’oceano delle fake news.

Poi, ci sono gli Enti pubblici, i Comuni che, come diretta conseguenza dell’avvento dei social, sono stati costretti a dotarsi di Uffici stampa per soddisfare con comunicati giornalieri le bocche fameliche delle miriadi di testate giornalistiche (tra cui la nostra), nate grazie alla facilità di comunicare attraverso i social. Oggi, un Ufficio stampa non si nega a nessuno, ce l’hanno quasi tutti, anche quelle piccole realtà che un tempo non se lo sognavano neppure lontanamente. Anche se, spesso, a gestire un Ufficio stampa non sono giornalisti iscritti all’Ordine ma figure che l’Ordine dei giornalisti non sa neppure dove sia.

E veniamo alle dolenti note. Mica tutti i Comuni si sono attrezzati seguendo le regole e la legge; addirittura, alcuni Comuni non si sono attrezzati affatto. In alcuni Comuni il Sindaco, vuoi per risparmiare, vuoi perché si considera la reincarnazione di San Francesco di Sales, vuoi perché di comunicare quel che fa non gli interessa affatto (un modo comodo comodo per farsi gli affari propri), l’Ufficio stampa se lo fa da sé. Quando comunica.

Corriere del Conero da sei anni ormai informa i propri lettori attraverso sei pagine dedicate ad altrettanti Comuni: Camerano, Castelfidardo, Loreto, Osimo, Numana, Sirolo; più una settima pagina, chiamata Dal Mondo, dove finiscono tutte le altre notizie che arrivano da Ancona e dalle altre quattro province marchigiane. La nostra è un’informazione a carattere regionale anche se, grazie al web, siamo letti in tutto il mondo.

In questi sei anni abbiamo collaborato – a volte scontrandoci – con questi Comuni e i rispettivi Sindaci. Non tutti sono attrezzati come dovrebbero nel comunicare ai giornali il proprio operato. Ma va detto che comunque la figura del Sindaco è quella che la fa da padrone, nel bene e nel male. C’è Sindaco e Sindaco, c’è chi esagera e chi se ne frega, c’è chi favorisce una testata a scapito di un’altra, c’è chi informa il meno possibile e chi ti sommerge di comunicati ma nel modo sbagliato. Ecco, di seguito, una nostra personale classifica stilata in base alla nostra esperienza e riferita ai Comuni che informiamo.

posizione

Comune

motivazione
1OSIMOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Alcuni comunicati arrivano dalla segreteria del Sindaco; altri dal gruppo consiliare del PD; moltissimi dal sindaco Pugnaloni in persona che elogiamo per la sua puntualità, l’ampiezza dell’informazione e la completezza dei comunicati quasi sempre corredati da foto. Merita ampiamente il primo posto anche grazie al fatto che Pugnaloni ha creato una chat riservata ai soli giornalisti.
2CASTELFIDARDOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Ha una persona che cura l’Ufficio stampa e puntualmente contatta i giornali attraverso Telegram. I suoi comunicati sono ampi, corredati da foto e informano su tutto lo scibile del Comune e anche qualcosa in più.
3ANCONAHa un sito web ufficiale e più di una pagina social. Ha un Ufficio stampa che impiega diversi giornalisti professionisti, strano trovare un Capoluogo di regione al terzo posto. La sua comunicazione verso le testate giornalistiche è la più ampia in assoluto. Peccato che, nonostante in redazione arrivino quotidianamente montagne di comunicati, questi spesso sono privi di fotografie e, dunque, impubblicabili per una testata online come la nostra. Con la forza lavoro che ha, potrebbe fare molto di più. Problema segnalato più volte.
4SIROLOHa un sito web ufficiale che potrebbe essere migliorato e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Insieme a Numana è il Comune con meno residenti (Sirolo, 4mila e rotti; Numana 3.700 e rotti). La comunicazione ai giornali la fa quasi esclusivamente il sindaco Filippo Moschella, spesso rubando tempo al suo tempo libero. Nonostante ciò, da quando in Comune c’è lui la comunicazione da e su Sirolo è migliorata parecchio.
5NUMANAHa un sito web ufficiale e uno per il turismo e una pagina social. Ha un Ufficio stampa curato da una persona. Anni addietro la comunicazione con le testate giornalistiche locali era continuativa, tanto che Numana ricopriva posizioni di vertice nella ns. classifica. Da un paio d’anni a questa parte la comunicazione, molto ricca, si è concentrata sulla stagione turistica estiva, lasciando piuttosto scoperto il resto dell’anno. Peccato!
6LORETOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Almeno, a noi non risulta: non riceviamo comunicati da questo Comune da almeno un anno. Abbiamo contattato per questo il sindaco Moreno Pieroni che si è detto sorpreso e che avrebbe provveduto. Ad oggi, non ha provveduto affatto. La sua comunicazione, tutta personale, per quel che ne sappiamo l’affida ad un videomessaggio che pubblica settimanalmente, tutti i lunedì, sulla pagina social del Comune.
7CAMERANOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Spiace vedere Camerano all’ultimo posto, ma tant’è, nonostante qui abbia sede la nostra testata. All’inizio del suo mandato il sindaco Oriano Mercante, contattato telefonicamente dal giornale per approfondire un tema, rispose che lui per telefono non rilasciava dichiarazioni, e che avrebbe risposto con i comunicati stampa. Sono passati sette mesi ma di comunicati a firma del Sindaco non ne abbiamo mai ricevuti. Nulla è cambiato, tra l’altro, rispetto all’Amministrazione precedente. Alla ns. redazione manca tantissimo l’assessore Costantino Renato, puntualissimo e molto professionale nei comunicati alle testate giornalistiche.

 

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