I Via Verdi ripartono da Sirolo con il concerto live The Time Machine Tour

Lunedì 10 agosto al Parco della Repubblica con costi contenuti anti Covid

Sirolo, 27 luglio 2020 – Lunedì 10 agosto presso il Parco della Repubblica primo concerto live post-Covid-19 del gruppo anconetano Via Verdi, con il loro The Time Machine Tour. Una notte di musica dal più bel terrazzo sul mare dell’Adriatico nella notte delle stelle cadenti.

«Abbiamo scelto il Conero – fanno sapere i Via Verdi – oltre che per la magnifica disponibilità dell’organizzatore e del Comune di Sirolo, anche per la sua centralità nei confronti di molte regioni: è a un’ora di auto da Rimini, poco più da Pescara o Perugia, a meno di due ore da Bologna o tre da Padova».

Per loro precisa scelta, accettata di buon grado dall’organizzatore del concerto, i prezzi del biglietto saranno piuttosto contenuti: «Abbiamo imposto un costo del biglietto basso – spiegano – considerando le difficoltà economiche di molti in questo periodo d’emergenza dovuto al coronavirus».

Da oggi è aperta la prevendita dei biglietti su VivaTicket per prenotare un posto numerato: https://www.vivaticket.com/it/biglietto/via-verdi-in-concerto-the-time-machine-tour/150268; per info, tel. 345 8579012; oppure ci si può rivolgere  all’ufficio informazioni del Comune di Sirolo: 071 2513264.

Via Verdi

Gruppo italiano formato nel 1983 ad Ancona dal chitarrista Marco Grati e dal tastierista Glauco Medori, compositori, arrangiatori e produttori di tutto il repertorio Via Verdi fino a oggi. Nello stesso anno, si unisce al duo il batterista Maurizio Varano, che collabora con la band fino alla stesura e alla registrazione in studio di Diamond. Lanciati da Claudio Cecchetto (Diamond è stata la sigla di Deejay Television) hanno continuato la propria attività firmando prima con la Wea (Warner) e poi, nel 1988, con la Ricordi.

I Via Verdi si sono sciolti nel 1991 e riuniti nel novembre 1999.

La formazione 2020 del gruppo: Marco Grati – chitarre, Glauco Medori – tastiere, Francesco Popolo – basso, Remo Zito – voce, Simone Medori – batteria.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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