Al Cortesi la chitarra di Antonio del Sordo con aperitivo

Flamenco, Gipsy e Free-jazz sabato 13, con l’anteprima stuzzicante presso il Centro Culturale

Sirolo – Continua con successo la IV edizione della rassegna teatrale invernale a Sirolo. Sullo splendido scenario del Teatro Cortesi, apre l’inizio del nuovo anno un concerto di chitarra Flamenco e Gipsy eseguito da Antonio del Sordo Quartet, sabato 13 gennaio alle ore 21.15.

Chitarrista eclettico dalle influenze flamenco, dopo aver conseguito il diploma di chitarra classica presso il Conservatorio “L. Perosi” di Campobasso, Antonio del Sordo si stacca da questi confini fondendo varie culture musicali, dove l’esecuzione classica assume forma di pensiero jazzistico, generando originali interpretazioni.

Antonio del Sordo

La sorprendente influenza gitana, ispira accattivanti giochi di dinamica, esplosioni di ritmo, che accompagnano l’ecletticità del musicista capace di spostarsi dal flamenco al free-jazz e dal classico al gitano, con facilità di esecuzione e proprietà di linguaggio.

Come anteprima al concerto, una bella iniziativa conviviale. Per chi vorrà, verrà servito dal Caffè Centrale un ricco aperitivo dalle 19 alle 21 presso il Circolo Culturale in piazza. Si potranno degustare prelibatezze in compagnia per poi continuare la serata in teatro per godersi il concerto di del Sordo.

Posto unico 15 euro, con l’aperitivo 20 euro previa prenotazione.

Info, prevendita e prenotazioni: 338 5811069.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

a cura di Paolo Fileni
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CAMERANO E I FURTI DEGLI IMBECILLI!

14 novembre 2018 – Mentre nel mondo si sta consumando la tragedia dell’Isis, l’Inghilterra è a un passo dalla soluzione della Brexit e il governo italiano sfida apertamente l’Ue sulla Manovra di bilancio, a Camerano: settemila anime ai margini del Parco del Conero, l’imbecillità di un paio di ladruncoli da strapazzo fa dimenticare tutto ciò.

Ieri mattina Don Aldo, parroco di Camerano, si è accorto che la Madonnina a Fuor di porta era sparita dalla sua nicchia lungo le scalette che portano ai giardini. Una Madonnina che stava lì da sempre, senza nessun valore artistico o commerciale, ma di enorme valore religioso ed affettivo per tutta la comunità. Credente o non credente. Rubata da ignoti.

Camerano – La nicchia vuota della Madonnina

Madonnine così esistono ovunque. Non c’è paese in Italia che non ne abbia almeno una incassata in un nicchia lungo una strada o custodita in qualche edicola votiva. Che te ne fai di una Madonnina del genere, rubata alla comunità, quando sul mercato la puoi acquistare a poche decine di euro?

Sempre ieri mattina, sempre a Camerano. Un lettore del giornale esce con il cane. Ha con sé un cestello contenente sei bottiglie di plastica, vuote. Lo lascia di fianco alla casetta dell’acqua in Piazza Aldo Moro: finito il giro con il cane, al ritorno, riempirà le bottiglie. Ma le dimentica lì. Succede. Se ne ricorderà la sera, quando è ora di riportare fuori il cane. Va speranzoso alla casetta dell’acqua ma non trova più né il cestello né le bottiglie di plastica vuote. Rubate! Valore del bottino, non più di un euro.

Si sa, la madre degli imbecilli è sempre incinta, e pure quella degli idioti si difende bene, ma qui si va oltre. Qui non si è rubato per lucrare. Qui c’è la maleducazione e la mancanza di rispetto verso le cose altrui. Verso il sentire comune, verso il senso d’appartenenza. Qui si è rubato per meschinità! “Due sono le cose che distruggono presto la vita: la stoltezza e la meschinità” (Baltasar Gracián).

 

 

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