C’è tempo fino al 30 ottobre per iscriversi all’Accademia Lirica di Osimo

Kabaivanska, Matteuzzi, Palacio tra i docenti

Osimo, 9 ottobre 2020 – Sono aperte le iscrizioni all’Accademia d’Arte Lirica di Osimo per l’anno accademico 2020-2021. La storica istituzione osimana, che ha ripreso a pieno ritmo la propria attività, è pronta ad accogliere nuovi allievi da perfezionare grazie a docenti di spessore: un lavoro altamente qualificato che ha reso l’Accademia nel corso degli anni, a partire dal 1979, un punto di riferimento internazionale per la salvaguardia dell’arte e della cultura lirica di tradizione italiana ed europea.

Alla sua direzione si sono avvicendati nomi prestigiosi: Romano Gandolfi, Ottavio Ziino, Katia Ricciarelli, Alberto Zedda, Raina Kabaivanska, Sergio Segalini. Attualmente Vincenzo De Vivo è il direttore artistico.

Molti artisti, formatisi nell’ambito dell’Accademia, hanno svolto e svolgono tuttora la loro attività nei più prestigiosi teatri internazionali.

Tra i docenti per l’anno accademico 2020-2021 figurano Raina Kabaivanska, William Matteuzzi, Ernesto Palacio, Alessandro Benigni, Enza Ferrari, Claudia Foresi, Franco Fussi, Harriet Lawson, Matteo Mazzoni, Carlo Morganti, Ettore Papadia, Valeria Picardi, Mirca Rosciani, Alla Simoni, Anna Vandi.

Corsi e Masterclass avranno inizio il 12 novembre 2020 e si concluderanno l’11 giugno 2021. Nel corso dell’Anno Accademico sono programmati concerti, oltre allo studio e la messa in scena delle seguenti opere:

  • Mozart: Le Nozze di Figaro
  • Puccini: Gianni Schicchi
  • Cimarosa: Il Matrimonio Segreto

Le domande di iscrizione devono pervenire alla segreteria dell’Accademia d’Arte Lirica entro il 30 ottobre prossimo. Causa Covid-19, le ammissioni potranno avvenire, oltre che per audizione, anche attraverso l’invio di 3 arie video registrate, indicando per ciascuna di esse titolo del brano, nome degli esecutori e data di registrazione.

Regolamento e  modulo d’iscrizione, sul sito www.accademialiricaosimo.com.

Contatti: info@accademialiricaosimo.it (+39) 071 714525.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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