Recanati – Enrico Ruggeri con i finalisti di Musicultura 2022

Ruggeri: “Musicultura è un laboratorio di persone che amano la musica” I Subsonica a Lunaria il prossimo 16 luglio

Recanati, 5 maggio 2022 – Grande successo della due giorni di concerti live dei 18 finalisti di Musicultura 2022 in anteprima a Recanati al teatro Persiani e in diretta su Rai Radio 1, ÉTv Marche e sui numerosi social che seguono il Festival.

Attesissimo sul palcoscenico del Persiani, Enrico Ruggeri ha aperto la seconda serata dei concerti live con la “La Rivoluzione” il suo nuovo disco che parla di rapporti umani, di sogni adolescenziali e di una generazione che si è scontrata con la vita.

Recanati – Enrico Ruggeri con il conduttore della serata John Vignola

«La Rivoluzione è uno snodo importante nella mia carriera, è il racconto del passaggio dall’adolescenza alla vita vera, con un occhio di riguardo alla mia generazione – ha spiegato Ruggeri – Noi non abbiamo vissuto la parte poetica del Sessantotto, siamo quelli che andavamo a letto dopo Carosello e che ci svegliavamo con le bombe di Piazza Fontana, le Brigate Rosse e il terrorismo, la parte peggiore della contestazione giovanile. Ma per contro i sessantenni di oggi sono quelli che bene o male – direi più male che bene – reggono le sorti del mondo. È una generazione molto letteraria la mia».

Enrico Ruggeri durante la sua esibizione a Recanati

Enrico Ruggeri, firma nobile della canzone popolare e d’autore italiana, ha un legame speciale con Musicultura, da anni è tra i membri del prestigioso Comitato di Garanzia del Festival, nonché amato conduttore delle ultime tre edizioni delle serate finali di Musicultura allo Sferisterio di Macerata.

«È sempre un gran piacere stare a Musicultura, – ha detto ancora il cantautore milanese – non è un concorso canoro ma un laboratorio di persone che amano la musica, se non vinci ti spiegano perché non hai vinto o se non ti prendono ti dicono come migliorare che è una cosa unica al mondo. Qui l’artista viene ascoltato con attenzione e premiato. E’ un motore di fusione dell’arte, perché la musica può essere ancora un’arte in questo paese.”

Condotta da John Vignola, Marcella Sullo e Duccio Pasqua di Rai Radio1, storico media partner del Festival, la serata ha visto l’esibizione live degli ultimi nove artisti che compongono la rosa dei diciotto finalisti di Musicultura: Isotta, Kamahatma, Malvax, Sandri, Sara Loreni, Sofia Rollo, Te quiero Euridice, THEMORBELLI e Vito.

“Complimenti a Musicultura per la grande qualità delle proposte musicali offerte in questa due giorni di concerti live – ha detto l’assessora alla Cultura del Comune di Recanati Rita Soccioe sono lieta anche di annunciare al pubblico che a Lunaria, la rassegna estiva di Musicultura che da 1996 organizziamo nella nostra splendida Piazza Giacomo Leopardi, sono in arrivo il prossimo 16 luglio i Subsonica. Musica e poesia si uniscono da sempre nella cultura della città di Giacomo Leopardi e di Beniamino Gigli».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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