The lion sleeps tonight, il nuovo virtual choir del Vox Phoenicis

Il video, che pubblichiamo, è stato realizzato grazie alle 2511 tavole disegnate da Anna ed Elena Paniccià

Loreto, 29 luglio 2020 – Dopo il primo progetto di virtual choir realizzato in aprile con l’esecuzione di Ave Regina del cielo di Marco Frisina, inno del giubileo lauretano, il Vox Phoenicis ci ha preso gusto e, dopo aver impiegato tutto il mese di maggio per registrare le musiche originali per la rivista Psallite!, si è cimentato in un nuovo progetto: The lion sleeps tonight (tradotto letteralmente, stanotte il leone dorme), una canzone scritta sulla base di una melodia africana, Wimoweh, portata al successo negli anni quaranta da Solomon Linda e The Evening Birds e, successivamente, negli anni sessanta nella versione di Hank Medress con il suo gruppo The Tokens.

Loreto – I Vox Phoenicis 

Il brano fa già parte del repertorio del Vox Phoenicis nella versione arrangiata da Julio Dominguez, ma per l’occasione il direttore Carlo Paniccià ha voluto inserire anche una parte percussiva ricorrendo ad una linea di body percussion con colpi al petto, alle mani, schiocchi di dita e colpi di piedi.

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Il risultato video non è stato confezionato come al solito mettendo insieme video dei cantori che cantano, ma per l’occasione è stato realizzato un vero e proprio film di animazione ideato e realizzato con 2511 fotogrammi disegnati uno per uno da due sorelle dal vivace spirito creativo artistico: Anna e Elena Paniccià.

In un tempo in cui la ripresa delle attività corali risulta ancora difficile a causa delle giuste normative sul distanziamento sociale per contenere l’infezione da Covid-19, The lion sleeps tonight è una ulteriore possibilità di espressione del coro lauretano che sta riscuotendo consensi e apprezzamenti inaspettati.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

Complimenti graditi che si fanno denuncia

Ginesi si complimenta per il mio E-book “Covid-19, il virus che ci ha insegnato ad abbracciarci con gli occhi”: e lancia un monito a non abbassare la guardia


6 agosto 2020 – A distanza di due giorni dall’uscita del mio E-book Covid-19, il virus che ci ha insegnato ad abbracciarci con gli occhi il professor Armando Ginesi (foto), che con i suoi scritti in esso pubblicati ha contribuito a rendere completo, esaustivo e certo migliore, mi scrive una lettera che voglio condividere con i lettori. Un po’ per narcisismo professionale: troppo gratificante il suo giudizio per tenerlo solo per me; un po’ perché, puntuale come sempre, Ginesi ci riporta alla nuda e cruda realtà di questi giorni che vede salire di nuovo la curva dei positivi da Covid-19, e scendere in modo preoccupante l’età dei ricoverati nelle terapie intensive: sono sempre di più i giovani colpiti dal virus. Mi scrive Ginesi:

“Carissimo amico,
ho letto tutto. Complimenti. Lei ha prodotto un documento di straordinario interesse, ricchissimo di dati (sono quelli che più contano). Mi auguro venga acquistato quanto più possibile dalle persone raziocinanti, soprattutto da coloro che credono di aver vinto la guerra, mentre abbiamo solo, a grave prezzo ma con indubbie intelligenza e abnegazione, vinto una battaglia.

Perché il nemico non è stato sconfitto, è lì, in agguato, pronto ad approfittare della nostra insipienza e della nostra tendenza alla spensieratezza, a quel mandolinismo che tanti nel mondo, e non del tutto ingiustamente ci rimproverano, perché suonato anche quando le cose sono serie e bisognerebbe rispondere con ben altri atteggiamenti.

Abbiamo conosciuto un momento esaltante di solidarietà, di intelligenza pratica, di onestà sociale e, diciamolo senza tema di apparire retorici, di eroismo. Mi riferisco soprattutto ai comportamenti straordinariamente altruistici di medici, infermieri, personale sanitario in genere, volontari, forze dell’ordine, di tutti coloro che, a vario titolo,maggioranza della popolazione civile compresa sono stati impegnati nel combattere l’infame e perfido nemico.

Ma adesso attenzione, perché la tensione si è allentata, le maglie comportamentali sono diventate molto, troppo, più larghe, l’andamento della classe politica e dei legislatori in specie si è fatta ancora più sbilenca, contraddittoria: nel mondo della produzione, del commercio (non di tutto), della pubblica amministrazione, dei trasporti, si pretendono giustamente comportamenti di cautela, mentre nel variegato universo  del divertimento e in parte di quello del trasporto (figli e figliastri) si consente tutto il contrario, non vedendo o facendo finta di non vedere, non si sa se per  connivenza o per schizofrenia.

Il suo libro è utilissimo per riflettere. Che è quanto non si fa in questo Paese da lunapark. E grazie per l’inserimento dei miei scritti sul tema o su argomenti afferenti. Dio solo sa quanti insulti mi hanno procurato.

In bocca al lupo e buon lavoro. Di questa stampa che parla chiaro c’è bisogno in Italia e nel mondo”.

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