Rassegna concertistica di musica vocale-corale

Sabato 27 e domenica 28 ottobre alle ore 19 a Loreto con i concerti del Vox Poetica Ensemble e il Vox Phoenicis

Loreto, 25 ottobre 2018 – Prendendo in prestito il verso iniziale del primo sonetto di Francesco Petrarca dal suo Canzoniere datato circa 1350, l’Associazione Culturale Vox Phoenicis ha organizzato a Loreto Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono, una due giorni concertistica di musica vocale-corale.

Il Vox Poetica Ensemble + Nova Alta

Protagonista di sabato 27 ottobre ore 19 sarà il Vox Poetica Ensemble di Fermo diretto da Giulio Fratini per che proporrà il concerto Rosa Mystica, musica devozionale nell’Italia del ‘600.

Il giorno successivo, domenica 28 ottobre, sempre alle ore 19, il Vox Phoenicis di Loreto diretto da Carlo Paniccià concluderà la breve iniziativa musicale con il concerto Cantate Domino, salmi di lode e di giubilo.

Il coro Vox Phoenicis

La rassegna musicale si svolgerà nella Sala Pasquale Macchi sita in Piazza della Madonna a Loreto.

L’iniziativa, con ingresso gratuito, è organizzata dall’Associazione culturale “Vox Phoenicis” con il patrocinio del Comune di Loreto.

Programma

– sabato 27 ottobre 2018, ore 19

concerto “ROSA MYSTICA, musica devozionale nell’Italia del ‘600”

Vox Poetica Ensemble Fermo diretto da Giulio Fratini

– domenica 28 ottobre 2018, ore 19

concerto “CANTATE DOMINO. Salmi di lode e di giubilo”.

Vox Phoenicis diretto da Carlo Paniccià

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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