Il concertista marchigiano Gianmario Strappati docente a Buenos Aires

Terrà un corso accademico annuale online presso l’Istituto Superiore di Musica J. Hernandez

Castelfidardo, 17 ottobre 2020 – Il solista Gianmario Strappati terrà da martedì 3 novembre 2020 un corso accademico annuale online di Tuba ed Euphonium presso il celebre Istituto Superiore di Musica J. Hernandez di Buenos Aires. L’iniziativa promossa dalla prestigiosa istituzione argentina, presenta un docente che ha svolto un’intensa attività solistica nei vari continenti.

Il musicista (già docente presso il Centro di studi e perfezionamento musicale della Filarmonica di Castelfidardo), vanta un curriculum artistico –didattico con concerti in veste di solista in Finlandia, Germania, Inghilterra, Italia, Bulgaria, Romania, Grecia, Moldavia, Ungheria, Slovacchia, Albania, Montenegro, Russia ( prestigioso Festival Tchaikovsky), Austria (Mozarteum di Salisburgo) e Lipsia al Bachmuseum per il 334esimo compleanno di J. S. Bach accompagnato da prestigiose orchestre europee ed asiatiche.

Strappati ha tenuto recital e masterclass per Università, Conservatori e Scuole superiori di musica dell’ Argentina, Brasile, Albania, Italia, Romania, Moldavia, Messico, Honduras, Kosovo, Perù, Bolivia, Costa Rica, Uganda (Africa) e Venezuela. È stato intervistato e recensito da testate giornalistiche ed emittenti radiotelevisive dei cinque Continenti.

Gianmario Strappati con la sua inseparabile tuba

Il solista di tuba marchigiano, terrà via Zoom un lungo percorso pedagogico al quale parteciperanno musicisti provenienti da vari paesi dell’America Latina. Strappati ha ringraziato pubblicamente il direttore Maestro Leonardo San Juan e il segretario generale Fernando Mino per: «la professionalità, disponibilità e sensibilità dimostrate nell’organizzazione di questa interessante offerta formativa, che prevede corsi accademici e di perfezionamento».

Non va dimenticato che Gianmario Strappati è Ambasciatore di Missioni Don Bosco per la musica nel mondo.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Eravate rincoglioniti anche prima!”

Diventa virale sui social un post critico a firma Lorena Verucchi


27 ottobre 2020 – Le restrizioni imposte dall’ultimo Dpcm firmato dal premier Conte e in vigore da un paio di giorni, con le sue restrizioni, sospensioni e chiusure anticipate, ha scatenato sui social una ridda di reazioni disordinate, frastornate, spesso accusatorie. Ne riporto una, integralmente anche se cruda, a firma Lorena Verucchi che sta diventando virale a forza di condivisioni. Lascio al lettore ogni interpretazione e/o reazione, aggiungendo un personale quesito: ma davvero eravamo, o siamo, così?

Fossi in Conte, adotterei le stesse misure anticovid della Svezia e farei selezione negli ospedali come la Svizzera. Poi, mi preparerei 20 kg di popcorn e 10 casse di birra e mi godrei lo spettacolo di vedervi morire come mosche.

Sono parole forti, lo so, ma sentirvi lagnare per ogni cazzo di cosa che vi si dice è alienante. “Dittatura sanitaria”, “Conte come il DVCE” e altre vaccate così (pronunciate, spesso, proprio da fascistoidi) fanno ridere, se non ci fosse da piangere.

Avete rotto i coglioni con gli autobus pieni zeppi e, ora che vogliono reintrodurre una d.a.d. più forte (per ridurre assembramenti dentro le scuole e nei mezzi pubblici) rompete ancora la fava perché “i vostri figli sono in prigione”.

I teatri sono in crisi da 20 anni perché nessuno ci andava (preferivate stare a casa a guardare la D’Urso) e ora che li hanno chiusi, sembrate tutti Dario Fo. Scaricavate film pirata da internet e, per questo, i cinema chiudevano. Ma ora siete tutti Fellini. Comprate di tutto su Amazon, ma ora vi stanno a cuore i negozietti di quartiere e i poveri artigiani.

La verità è che siete ipocriti. Disfattisti. Ignoranti come bestie. Vi meritate il dj del Papeete a capo della vostra mediocrità. Il virus, dopo le 18, non è più contagioso? La mascherina è dannosa perché ti fa respirare la tua CO2 e ti rincoglionisce, vogliono far fallire l’Italia ecc… No, mi dispiace deludervi. La mascherina non c’entra. Eravate rincoglioniti anche prima.

Poi, ovviamente, capisco che essere una partita iva, di questi tempi, sia la cosa peggiore che possa esserci. Ma è una pandemia. Tutto il mondo è in questa situazione. Addirittura molto peggio. Cosa era meglio? Tenere il negozio aperto e avere tutti i clienti morti?

Comunque vi invidio. Vorrei essere anche io come voi e urlare: non ce n’è coviddi! e avere sempre la verità in tasca, dall’alto della mia cultura maturata presso l’università della vita.

Ne usciremo migliori. Manco per il cazzo”.

Lorena Verucchi

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