Filarmonica, riprende l’attività con il maestro Gianmario Strappati

Le note musicali tornano a diffondersi dalla scuola di musica lungo le vie cittadine

Castelfidardo, 13 giugno 2020 – La Scuola di Musica della Filarmonica ha ripreso le attività e i corsi accademici di perfezionamento tenuti dal concertista Gianmario Strappati, reduce da un lungo tour nelle emittenti radiofoniche e televisive di Canada, Usa, Argentina, Spagna, Paraguay, Uruguay, Brasile, Australia, Germania, Ungheria, Africa, Egitto, Cina e prossimamente presso il Conservatorio di Stato Internazionale della Bolivia.

Castelfidardo – Il concertista Gianmario Strappati

Il presidente Maurizio Bastari, in collaborazione con il consiglio direttivo, provvede costantemente alla sanificazione dei locali della scuola di musica di Via Roma, avviando così tutte le attività artistico-didattiche che si svolgono con la partecipazione di vari gruppi all’interno della giornata. Il numero dei partecipanti è limitato al fine di mantenere la distanza sociale.

Nel rispetto di tutte le norme la musica torna ad essere un’occasione di crescita culturale e personale nonché di aggregazione e condivisione per molti giovani di questo territorio. I suoni degli strumenti tornano a propagarsi dalla scuola di musica lungo le vie della città, ricreando quell’atmosfera dimenticata in questo periodo di lockdown.

«L’intera offerta formativa continuerà anche nei mesi estivi – informa il Maestro Gianmario Strappati – diventando così anche un’opportunità per chi in questo periodo volesse intraprendere lo studio di uno strumento a fiato».

Per informazioni: tel. 345 0481425, mail: c.formusic@libero.it

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo