La cameranese Fucina Musica ha rinnovato il Consiglio direttivo

Il nuovo presidente, Gianluca Trenta, subentra all’uscente Maria Serpilli

Camerano, 9 novembre 2021 – L’Associazione di promozione sociale Fucina Musica di Camerano, a seguito di quanto previsto dalle norme statutarie, ha convocato l’assemblea dei soci per votare il rinnovo degli organi del Direttivo. L’elezione, si è svolta regolarmente venerdì 5 novembre presso la sede di Via Alcide De Gasperi.

La presidente uscente, Maria Serpilli, nel ringraziare tutti i soci e i collaboratori ha sottolineato l’importanza dell’appuntamento particolarmente significativo perché «è l’occasione per fare il punto sulle prospettive future dell’associazione».

Una esibizione degli iscritti alla scuola di musica dell’associazione Fucina Musica di Camerano (foto d’archivio)

Ultimate le operazioni di voto e di scrutino la commissione elettorale, nominata dal Consiglio direttivo uscente, ha proclamato all’unanimità il nuovo direttivo così composto:

  • Gianluca Trenta, presidente
  • Massimo Gioacchini, segretario
  • Andrea Scandali e Antonio Menganelli, consiglieri

Il nuovo direttivo, nelle prossime riunioni provvederà alla nomina di ulteriori membri per il Consiglio così come previsto dallo statuto. Così come provvederà a delineare la linea programmatica del nuovo ciclo triennale, tesa ad ampliare le opportunità di accesso a progetti di educazione musicale all’insegna della socializzazione e dell’inclusione.

All’assemblea erano presenti i maestri Andrea Andreani e Pasquale Latocca, impegnati da anni nel trasmettere la loro esperienza musicale. Nell’occasione, hanno illustrato alcuni progetti a rafforzamento di quanto fatto fino ad oggi.

Il nuovo presidente eletto, Gianluca Trenta, nel ringraziare il Presidente e il Consiglio direttivo uscente per il proficuo lavoro svolto in questi anni ha espresso gratitudine «per la fiducia che mi è stata accordata».

L’associazione, fra le varie finalità, promuove una scuola di musica aperta a tutti e gestisce la Banda musicale cittadina. Per contatti: fucinamusica@gmail.com; tel. 340 088 18 61 (Massimo Gioacchini).

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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