I The Killz al Piano Bar Live Concert

Questa sera ore 22 con ospiti d’onore i The Rock'n'Roll Kamikazes

Camerano, 26 luglio 2019 – L’evento di questa sera, inizio ore 22 circa presso il Piano Bar di Via Loretana 124/B per la rassegna Live Concert, sarà uno tra i più “molesti” della stagione. Ad esibirsi i The Killz, band di pazzi alcolizzati da chiudere in manicomio e buttare via la chiave! Dopo il concerto, ovviamente…

La band è composta da:Alessio Irön Napolitanorön Napolitano – bass, lead vocals
Marco Zee Rosellini – guitar, back vocals
Pierpaolo L’esecutore Cantori – drum, back vocals

E come ospiti d’onore, direttamente da Santarcangelo di Romagna i grandissimi “Rock’ n’ Roll Kamikazes”. Il tutto viene offerto gratuitamente, condito dalla cucina di Emiliano con le sue proposte sfiziose e gustosissime e la Bottega della Birra con 1000 fusti di birra a caduta.

Camerano – Una delle sfiziose proposte culinarie di Emiliano

I The Rock’n’Roll Kamikazes sono un vento divino di Rock’n’Roll. Un vento che soffia ancora forte. Il 2019 vede il decimo anno in missione di questi impavidi guerrieri. Una missione che li ha portati in giro per i palchi d’Europa, da Berlino a Palermo, da Catania alla Normandia e da Milano a Tenerife.

Per info: Piano Bar Camerano, Via Loretana 124,

  • tel. 071 9204058
  • Federico 328 5523751; Giulio 392 22 33 330

barpiano2017@gmail.com, @pianobarcamerano

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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