MeteoMarche – Fine settimana sereno o poco nuvoloso

Previsioni per venerdì 6, sabato 7, domenica 8 novembre Foschie e nebbie isolate durante la notte. Mare poco mosso e quasi calmo

Marche, 5 novembre 2020 – Evoluzione: la persistenza dell’alta pressione sulla nostra penisola continua a garantire condizioni stabili e poco evolutive con giornate caratterizzate dalla presenza di nubi basse, foschie o locali nebbie.

Previsioni per venerdì 6 novembre 2020*

Cielo: nuvoloso per nubi basse con schiarite nel pomeriggio
Precipitazioni: assenti
Temperature: in lieve diminuzione
Venti: di brezza tesa o moderati settentrionali
Mare: da mosso a poco mosso
Fenomeni Particolari: durante la notte e al primo mattino formazione di foschie o isolate nebbie nei fondovalle

Previsioni per sabato 7 novembre 2020*

Cielo: sereno o poco nuvoloso
Precipitazioni: assenti
Temperature: in diminuzione
Venti: di brezza leggera nelle zone interne provenienti da ovest e di brezza tesa o moderati in mare provenienti da nord-ovest
Mare: poco mosso
Fenomeni Particolari: durante la notte e al primo mattino formazione di foschie o isolate nebbie nelle zone interne

Previsioni per domenica 8 novembre 2020*

Cielo: sereno o poco nuvoloso con aumento delle velature nel pomeriggio
Precipitazioni: assenti
Temperature: in lieve diminuzione nei minimi ed in lieve aumento nei massimi
Venti: deboli o assenti dai quadranti settentrionali
Mare: mare quasi calmo
Fenomeni Particolari: formazione di foschie o locali nebbie durante la notte ed al primo mattino

Tendenza per i giorni successivi: l’alta pressione continuerà a caratterizzare il tempo per la prossima settimana mantenendo ancora giornate nuvoloso per la presenza di nubi basse e foschie ed assenza di precipitazioni.

*Previsioni e bollettini a cura della Protezione Civile Marche

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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