Marche – Previsioni meteo per martedì 5 e mercoledì 6 novembre

A cura della Protezione Civile Marche

Marche, 5 novembre 2019 – Aggiornamento Meteo oggi

Evoluzione: il transito di saccature in successione manterrà flussi sud occidentali sulla nostra regione con fasi alterne di tempo stabile e di lieve instabilità in particolare nell’interno

Previsioni per la giornata odierna*

Cielo: al mattino nuvoloso sui settori montani e poco o irregolarmente nuvoloso lungo la fascia costiera, con aumento delle nubi stratiformi a partire dalle ore centrali della giornata
Precipitazioni: diffuse sui settori montani, più abbondanti durante la seconda parte della giornata; locali fenomeni in estensione verso la fascia costiera già nel corso del mattino
Temperature: massime in aumento rispetto alla giornata di ieri
Venti: forti sud-occidentali o meridionali, con raffiche fino a tempesta sui settori montani e vento forte lungo la fascia costiera
Mare: poco mosso lungo la costa settentrionale, mosso lungo la costa centro-meridionale
Fenomeni Particolari: in atto avviso di condizioni meteo avverse n.24 per vento fino alle h24 della giornata odierna

Previsioni per mercoledì 6 novembre*

Cielo: inizialmente poco nuvoloso con aumento della copertura nelle ore centrali della giornata e nel pomeriggio per locali addensamenti più consistenti
Precipitazioni: nel pomeriggio deboli, sparse nelle zone collinari e montane e locali altrove
Temperature: in diminuzione
Venti: sud occidentali, di vento moderato con raffiche fino a burrasca nelle zone alto collinari e montane, di vento moderato con raffiche fino a vento fresco nella fascia costiera e lungo la prima collina con temporanea rotazione da sud est nelle ore centrali. Generale diminuzione dell’intensità nella seconda parte della giornata
Mare: poco mosso, mosso nel settore centro meridionale
Fenomeni Particolari: nessuno

*Bollettino meteo a cura della Protezione civile Regione Marche

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

L’immortalità di Giacomo Leopardi

Quel L’Infinito che quando ti entra dentro non t’abbandona più


27 giugno 2020 – 222 anni fa nasceva a Recanati tal Giacomo Leopardi (foto), precisamente il 29 giugno. E a distanza di tanto tempo ancora ne parla il mondo intero. Lo stesso giorno, ma 156 anni dopo, sono nato anch’io ma chissà per quale insondabile motivo non ne parla nessuno. Sarà che lui ha visto la luce in una ridente cittadina all’interno di una nobile famiglia, mentre chi scrive l’ha vista da San Marcello all’interno di una famiglia di estrazione contadina… Chi vuoi che sappia dove sta San Marcello?

Scherzi a parte, e la data di nascita non c’entra nulla, l’immenso Giacomo Leopardi è di gran lunga il mio poeta preferito. Anche Giovanni Pascoli e Gabriele D’Annunzio m’hanno sempre intrigato, lo confesso, ma il Leopardi parecchio di più.

Delle celebrazioni del 222esimo dalla sua nascita parliamo in altra parte del giornale, qui, nello spazio tutto mio, vorrei parlare di lui in modo intimamente personale. La gran parte dei giovani e degli studenti di oggi, con tutta probabilità avranno conosciuto il Leopardi grazie a ‘Il giovane favoloso’, il bellissimo film di Mario Martone uscito sugli schermi nel 2014 e interpretato mirabilmente da Elio Germano.

Personalmente l’ho conosciuto (culturalmente parlando) sui banchi di scuola, anche se all’epoca mi risultò alquanto palloso. Ma all’epoca mi risultava pallosa quasi ogni materia che mi veniva insegnata, applicazioni tecniche a parte. A farmelo riscoprire nella sua immensa grandezza di studioso e letterato, quando avevo poco più di vent’anni, fu un’insegnante di recitazione durante un corso che frequentai presso il Teatro Nuovo di Torino. Fu lei a insegnarci la corretta lettura e dizione de l’Infinito. E all’improvviso, davanti agli occhi e nel profondo del cuore, mi si aprì un mondo fantastico che mi cambiò e mi fece crescere intellettualmente.

Ho amato ed amo tutt’ora L’Infinito, al punto da inserire questa poesia nel mio romanzo ‘Il destino dei tonni’, mettendola in bocca e nei pensieri di una ragazza siciliana di umili origini che nel 1957 paragona gli “… interminati spazi di là da quella (siepe), e sovrumani silenzi e profondissima quiete…” , all’orizzonte e agli spazi infiniti del mare che vede dal porticato di casa sua a Porticello (Palermo).

Una forzatura letteraria, la mia, che testimonia l’universalità della poesia quando a rendere visione palpabile un sentimento, una riflessione e un’emozione è un grandissimo della nostra letteratura. La profondità culturale e la sensibilità di Giacomo Leopardi non hanno uguali nella sua sofferenza interiore, nella sua visionaria lucidità. L’immenso poeta meraviglioso tocca corde sensibili e sottilissime che mi porto dentro da sempre. “E il naufragar m’è dolce nel Suo mare”.

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