Marche – Previsioni meteo oggi, sabato 9 e domenica 10 novembre

A cura della Protezione Civile Marche

Marche, 8 novembre 2019 – Aggiornamento Meteo oggi*

Evoluzione: il transito di sistemi nuvolosi da occidente continueranno a determinare condizioni di variabilità atmosferica sulle Marche, con alternanza tra schiarite ed annuvolamenti più intensi associati a deboli e locali fenomeni.

Previsioni per la giornata odierna

Cielo: parzialmente nuvoloso o a tratti molto nuvoloso in particolare sulle zone appenniniche
Precipitazioni: deboli sparse nelle zone interne ed occasionali nella fascia collinare e costiera. Localmente i fenomeni saranno a carattere di rovescio.
Temperature: senza variazioni di rilievo o in locale lieve aumento
Venti: di brezza tesa o moderati provenienti da sud-ovest nelle zone interne con raffiche fino a burrasca e provenienti da sud-est lungo la costa con raffiche fino a vento fresco
Mare: da poco mosso a mosso
Fenomeni Particolari: nessuno

Previsioni per sabato 9 novembre*

Cielo: poco o parzialmente nuvoloso in mattinata, con aumento della copertura dalle ore centrali
Precipitazioni: possibilità di brevi ed isolati fenomeni, più probabili nel settore meridionale della regione e nelle zone montane. Limite delle nevicate attorno ai 1800-1900 m.
Temperature: in diminuzione
Venti: deboli o moderati sud-occidentali, tendenti a ruotare dai quadranti orientali in serata
Mare: mosso
Fenomeni Particolari: nessuno

Previsioni per domenica 10 novembre*

Cielo: irregolarmente nuvoloso, con locali addensamenti più intensi
Precipitazioni: possibilità di locali e brevi rovesci lungo la fascia costiera nelle prime ore della giornata
Temperature: senza variazioni di rilievo
Venti: deboli nord-occidentali, a tratti moderati lungo la costa
Mare: mosso
Fenomeni Particolari: nessuno

Tendenza per i giorni successivi: 

previsto un probabile peggioramento del tempo anche sulle Marche nella giornata di martedì 12 novembre.

*Bollettino meteo a cura della Protezione Civile Regione Marche

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

L’immortalità di Giacomo Leopardi

Quel L’Infinito che quando ti entra dentro non t’abbandona più


27 giugno 2020 – 222 anni fa nasceva a Recanati tal Giacomo Leopardi (foto), precisamente il 29 giugno. E a distanza di tanto tempo ancora ne parla il mondo intero. Lo stesso giorno, ma 156 anni dopo, sono nato anch’io ma chissà per quale insondabile motivo non ne parla nessuno. Sarà che lui ha visto la luce in una ridente cittadina all’interno di una nobile famiglia, mentre chi scrive l’ha vista da San Marcello all’interno di una famiglia di estrazione contadina… Chi vuoi che sappia dove sta San Marcello?

Scherzi a parte, e la data di nascita non c’entra nulla, l’immenso Giacomo Leopardi è di gran lunga il mio poeta preferito. Anche Giovanni Pascoli e Gabriele D’Annunzio m’hanno sempre intrigato, lo confesso, ma il Leopardi parecchio di più.

Delle celebrazioni del 222esimo dalla sua nascita parliamo in altra parte del giornale, qui, nello spazio tutto mio, vorrei parlare di lui in modo intimamente personale. La gran parte dei giovani e degli studenti di oggi, con tutta probabilità avranno conosciuto il Leopardi grazie a ‘Il giovane favoloso’, il bellissimo film di Mario Martone uscito sugli schermi nel 2014 e interpretato mirabilmente da Elio Germano.

Personalmente l’ho conosciuto (culturalmente parlando) sui banchi di scuola, anche se all’epoca mi risultò alquanto palloso. Ma all’epoca mi risultava pallosa quasi ogni materia che mi veniva insegnata, applicazioni tecniche a parte. A farmelo riscoprire nella sua immensa grandezza di studioso e letterato, quando avevo poco più di vent’anni, fu un’insegnante di recitazione durante un corso che frequentai presso il Teatro Nuovo di Torino. Fu lei a insegnarci la corretta lettura e dizione de l’Infinito. E all’improvviso, davanti agli occhi e nel profondo del cuore, mi si aprì un mondo fantastico che mi cambiò e mi fece crescere intellettualmente.

Ho amato ed amo tutt’ora L’Infinito, al punto da inserire questa poesia nel mio romanzo ‘Il destino dei tonni’, mettendola in bocca e nei pensieri di una ragazza siciliana di umili origini che nel 1957 paragona gli “… interminati spazi di là da quella (siepe), e sovrumani silenzi e profondissima quiete…” , all’orizzonte e agli spazi infiniti del mare che vede dal porticato di casa sua a Porticello (Palermo).

Una forzatura letteraria, la mia, che testimonia l’universalità della poesia quando a rendere visione palpabile un sentimento, una riflessione e un’emozione è un grandissimo della nostra letteratura. La profondità culturale e la sensibilità di Giacomo Leopardi non hanno uguali nella sua sofferenza interiore, nella sua visionaria lucidità. L’immenso poeta meraviglioso tocca corde sensibili e sottilissime che mi porto dentro da sempre. “E il naufragar m’è dolce nel Suo mare”.

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