Il comune di Sirolo attiva i voucher per i soggetti in difficoltà

C'è tempo fino al 26 maggio per partecipare al bando rivolto a disoccupati, iscritti alle liste di mobilità e cassaintegrati.

Il comune di Sirolo ha aperto un bando per sostenere le persone e le famiglie in situazioni di disagio economico, attraverso l’assegnazione di buoni lavori, i cosiddetti voucher, per prestazioni di lavoro temporanei ed occasionali effettuate su incarico degli uffici comunali.

La sede del Comune di Sirolo in Piazza Giovanni da Sirolo, 1

Le attività lavorative, che ogni interessato dovrà indicare sulla propria domanda, sono le seguenti:

  1. a) lavori edili;
  2. b) lavori di giardinaggio;
  3. c) pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi, monumenti, boschi e spiagge;
  4. d) servizi di supporto in occasione di manifestazioni turistiche, culturali, sportive, fieristiche;
  5. e) lavori di emergenza;
  6. f) lavori di solidarietà nell’ambito delle attività dei servizi sociali;
  7. g) servizio di volantinaggio e distribuzione capillare del materiale pubblicato dal comune e del giornalino comunale;
  8. h) attività di supporto amministrativo agli uffici comunali.

Il bando si rivolge ai disoccupati, agli iscritti alle liste di mobilità e ai cassaintegrati, con priorità per coloro che hanno maggiori difficoltà dal punto di vista economico.

Tra i requisti per l’accesso sono inoltre presenti la residenza nel comune di Sirolo, la maggiore età, la cittadinanza italiana o comunitaria o il possesso di regolare permesso di soggiorno per i cittadini non comunitari.

Per assegnare i voucher verrà formulata un’apposita graduatoria per ogni tipologia lavorativa, attribuendo dei punteggi in base a età, titolo di studio, esperienza lavorativa, composizione del nucleo familiare e situazione economica secondo ISEE.

A parità di punteggio prevale il richiedente con il valore ISEE più basso e a parità di valore ISEE il comune terrà conto della maggiore età anagrafica.

In ogni caso può partecipare al bando solo un componente per ogni nucleo familiare.

Un buono lavoro ha un valore nominale al lordo di 10 euro per ogni ora di lavoro svolta, comprensivo della contribuzione della gestione separata INPS (13%), dell’assicurazione INAIL (7%) e di un compenso all’INPS per la gestione del servizio.

Al netto il voucher ha un valore di 7,50 euro.

Il modulo per partecipare al bando è disponibile presso il centralino comunale e nel sito web del comune ed è necessario presentare la domanda all’ufficio protocollo del comune di Sirolo entro le 12 del 26 maggio a mano o a mezzo posta.

In seguito alle richieste pervenute, sarà redatta la graduatoria che rimarrà valida fino al 31 dicembre.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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