Valmusone, per l’artigianato uno scenario ancora in chiaroscuro

Confartigianato: “timida crescita per il manifatturiero, da qui si deve ripartire”

Osimo, 23 novembre 2018 – Valmusone, uno scenario ancora in chiaroscuro per l’artigianato. Il terzo trimestre si è chiuso con 31 iscrizioni d’attività e altrettante cessazioni. Tra i settori, per il manifatturiero si conferma una timida crescita, in difficoltà le costruzioni.

«Lo scenario è ancora complesso – dichiara Paolo Picchio responsabile territoriale Confartigianato – nel 2017  il saldo tra  aperture e cessazioni era positivo di 5 unità, quest’anno siamo a zero, il numero complessivo delle imprese artigiane è calato di 8 unità rispetto al 2017».

Paolo Picchio, responsabile territoriale Confartigianato

Un segnale confortante può essere rintracciato in quel modesto aumento nel settore manifatturiero, che rimane il motore trainante del nostro territorio.

Basti ricordare la ricchezza di specializzazioni che vanta questo nostro distretto plurisettoriale, per comprendere come la ripresa economica della Valmusone debba passare per forza da un recupero di dinamismo nella manifattura (meccanica di produzione, elettronica, infissi, arredi, moda, hi-tech).

In questa prospettiva l’ingresso nelle aziende di nuove leve di giovani con  competenze digitali e creatività  risulta determinante e di conseguenza lo è anche il rapporto di collaborazione con Istituti superiori e Università.

David Coppari, presidente territoriale Confartigianato

«Per innovare e competere sul mercato globalizzato bisogna fare investimenti – dichiara David Coppari presidente territoriale Confartigianato – purtroppo le nostre imprese hanno la propria marginalità erosa da una pressione fiscale eccessiva, da costi di gestione molto alti, da una burocrazia che rende complicata e onerosa ogni procedura con una serie di adempimenti inutili, oltretutto costosi in termini di tempo e denaro.

Chiediamo pertanto alle Istituzioni di pensare in termini di area vasta, di fare sistema e di intensificare l’impegno  e le azioni in difesa del tessuto economico di questo nostro territorio, che storicamente pone le sue radici sulla forza della micro e piccola impresa e sull’economia reale».

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio i moscioli dell’aria di Portonovo

Quando il marketing spinge al superfluo


Portonovo (AN), 3 dicembre 2019 – Questa volta lo spunto di riflessione arriva da Il Resto del Carlino di oggi che, sulla pagina di Ancona, pubblica un articolo dal titolo bizzarro a firma Ilaria Traditi: “Portonovo, ora è in vendita anche l’aria”.

In sostanza, alcuni anni fa Paolo Bonetti (nella foto di Bobo Antic, per gentile concessione de Il Resto del Carlino), imprenditore della Baia con il bernoccolo del marketing, s’è inventato l’idea di mettere in lattina l’aria salubre di Portonovo, per offrirla poi ai turisti al costo di 3 euro. Un’idea che, visto il successo di vendite, sembrerebbe vincente e lucrosa dal momento che il barattolo di latta pieno di niente da souvenir estivo è diventato anche fortunata strenna natalizia.

Come spiega Ilaria Traditi, il business è ben consolidato: “dall’aria delle Dolomiti venduta in bottigliette da 5 euro, a quella delle Montagne Rocciose che spopola tra i cinesi venduta dalla società canadese Vitality Air fino a quella delle incontaminate campagne inglesi che va forte in Corea”. E, aggiungo io, l’acqua isotonica benefica e tonificante per gli occhi del mare delle Cinque Terre in Liguria venduta in bottigliette.

Ora, tenuto conto che nel marketing ogni idea finalizzata a promuovere un territorio può essere geniale quando funziona – e quella di Paolo Bonetti lo è – mi domando perché la gente sia disposta a spendere denaro – anche 10 euro – per acquistare il nulla. Perché l’aria di Portonovo, delle Dolomiti o delle Montagne Rocciose è francamente il nulla. Quando vai in quei posti, puoi mettertela da solo all’interno di un barattolo e, se il barattolo già ce l’hai, lo puoi fare a costo zero!

La società dei consumi di cui facciamo parte tutti, e le leggi di questo sistema che regolano la promozione degli articoli e dei prodotti immessi sul mercato – che in un modo o nell’atro devono comunque essere venduti – hanno profondamente modificato la capacità di valutazione del singolo. Così tanto, da arrivare a farti acquistare il superfluo convincendoti che ne valga la pena. Di questo assunto sono pieni i nostri carrelli della spesa.

Per quanto mi riguarda, se vado a Portonovo preferisco portarmi a casa un succoso piatto di moscioli: ti basta aggiungerci un po’ di limone e prezzemolo per farti ricordare per sempre di quella bellissima Baia. Dell’aria in lattina, una volta aperta, non ti resta che una lattina piuttosto indigesta. Nessun profumo, nessun gusto, nessun senso d’aver assaporato il paradiso.

 


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