Osimo Servizi, presentato il nuovo organigramma

Il sindaco Simone Pugnaloni ha ricordato come l’ente sia il frutto di un accorpamento delle realtà precedenti collegate al Comune e rappresenti anche un esempio della riduzione del costo della politica il cui risultato è quello di liberare risorse per servizi utili alla comunità

Osimo, 21 ottobre 2019 – Un team d’eccellenza per Osimo Servizi Spa: questa mattina è stato presentato, insieme all’Amministrazione comunale nella sede di Via del Donatore, il nuovo organigramma dell’ente, la cui presidenza resta affidata a Cristiano Pirani, mentre amministratore delegato è stato nominato Jacopo Angeletti.

Un appuntamento utile anche a fare il punto sull’attività di Osimo Servizi che resta il frutto della sintesi delle tre precedenti società partecipate collegate, e strumentali al Comune, riunite con la prima amministrazione comunale Pugnaloni in un solo soggetto.

«Si è trattato di una lungimirante operazione compiuta all’inizio del precedente mandato grazie alla quale sono stati ridotti i costi della politica, potendo così liberare risorse da destinare alla comunità» ha spiegato il sindaco che durante la giornata ha avuto modo di incontrare gli oltre 70 dipendenti di Osimo Servizi.

«Dobbiamo sentirci una unica squadra, solo così potremo offrire servizi adeguati alla collettività, dalla manutenzione del verde ai servizi scuolabus e cimiteriali, manutenzione ‘tiramisù’ e maxi parcheggio. – ha proseguito Pugnaloni – Si tratta di servizi immediati e proprio con l’immediatezza dell’azione potremo assicurare al territorio il valore aggiunto della nostra opera. E chi può dare questo valore aggiunto? Proprio il corpo dipendente, che ho voluto salutare e ringraziare per il lavoro svolto sino ad ora e che potrà essere continuato attraverso questa riorganizzazione anche in futuro».

Nel corso dell’incontro, oltre al sindaco, sono intervenuti per presentare l’organigramma e le prospettive di Osimo Servizi lo stesso Presidente Pirani, l’Ad Angeletti, la consigliera Saura Casigliani, che hanno ricordato come la forza del gruppo rappresenti lo strumento più adeguato per andare incontro alle istanze poste dalla collettività.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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