Lavoratori Auchan-Conad: Pugnaloni a Roma incontra l’On. Morani

Il PD osimano si dice pronto al sostegno dei dipendenti anche in Consiglio comunale

Osimo, 7 novembre 2019 – Nella mattinata il sindaco Simone Pugnaloni si è incontrato a Roma con il sottosegretario On. Alessia Morani per discutere sulla questione dei lavoratori Auchan-Conad.

In un post sulla sua pagina Facebook, il sindaco ha commentato l’incontro giudicandolo: «Positivo. Il governo sta lavorando in maniera incessante per raggiungere l’obiettivo di mantenimento dei livelli occupazionali – ha scritto il primo cittadino osimano – L’impegno è condividere la strategia con il territorio, le comunità locali e con le organizzazioni sindacali. Seguiremo con cura gli sviluppi anche in virtù dell’impegno che metterà in campo la Regione Marche. Per sostenere il nostro territorio e con esso le imprese ed i lavoratori – ha concluso Pugnaloni – occorre costituire un tavolo tecnico-politico dove ciascuna istituzione potrà dare il suo contributo. Mi impegno per questo».

Roma – Ministero dello Sviluppo Economico: Il sindaco di Osimo Simone Pugnaloni all’incontro di questa mattina con il sottosegretario Alessia Morani

A Pugnaloni fa seguito un comunicato del PD osimano nel quale si afferma: “Seguiamo con attenzione l’evolversi della vertenza Auchan-Conad, che mette a rischio centinaia di posti di lavoro nelle Marche e ad Osimo.

Questa mattina c’è stato l’incontro a Roma al Ministero dello Sviluppo Economico tra il sindaco Pugnaloni e il sottosegretario Alessia Morani: Governo, Regione e Comune stanno lavorando per raggiungere l’obiettivo comune del mantenimento dei livelli occupazionali. È necessario che le istituzioni politiche, ad ogni livello e ciascuno con le proprie prerogative, promuovano ogni iniziativa possibile volta alla tutela dei posti di lavoro.

Per questo il Partito Democratico di Osimo è pronto a dare il proprio contributo all’ordine del giorno a sostegno dei lavoratori e delle lavoratrici Sma-Auchan, in discussione nel Consiglio Comunale di domani”.

 

redazionale

 


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di Paolo Fileni

L’immortalità di Giacomo Leopardi

Quel L’Infinito che quando ti entra dentro non t’abbandona più


27 giugno 2020 – 222 anni fa nasceva a Recanati tal Giacomo Leopardi (foto), precisamente il 29 giugno. E a distanza di tanto tempo ancora ne parla il mondo intero. Lo stesso giorno, ma 156 anni dopo, sono nato anch’io ma chissà per quale insondabile motivo non ne parla nessuno. Sarà che lui ha visto la luce in una ridente cittadina all’interno di una nobile famiglia, mentre chi scrive l’ha vista da San Marcello all’interno di una famiglia di estrazione contadina… Chi vuoi che sappia dove sta San Marcello?

Scherzi a parte, e la data di nascita non c’entra nulla, l’immenso Giacomo Leopardi è di gran lunga il mio poeta preferito. Anche Giovanni Pascoli e Gabriele D’Annunzio m’hanno sempre intrigato, lo confesso, ma il Leopardi parecchio di più.

Delle celebrazioni del 222esimo dalla sua nascita parliamo in altra parte del giornale, qui, nello spazio tutto mio, vorrei parlare di lui in modo intimamente personale. La gran parte dei giovani e degli studenti di oggi, con tutta probabilità avranno conosciuto il Leopardi grazie a ‘Il giovane favoloso’, il bellissimo film di Mario Martone uscito sugli schermi nel 2014 e interpretato mirabilmente da Elio Germano.

Personalmente l’ho conosciuto (culturalmente parlando) sui banchi di scuola, anche se all’epoca mi risultò alquanto palloso. Ma all’epoca mi risultava pallosa quasi ogni materia che mi veniva insegnata, applicazioni tecniche a parte. A farmelo riscoprire nella sua immensa grandezza di studioso e letterato, quando avevo poco più di vent’anni, fu un’insegnante di recitazione durante un corso che frequentai presso il Teatro Nuovo di Torino. Fu lei a insegnarci la corretta lettura e dizione de l’Infinito. E all’improvviso, davanti agli occhi e nel profondo del cuore, mi si aprì un mondo fantastico che mi cambiò e mi fece crescere intellettualmente.

Ho amato ed amo tutt’ora L’Infinito, al punto da inserire questa poesia nel mio romanzo ‘Il destino dei tonni’, mettendola in bocca e nei pensieri di una ragazza siciliana di umili origini che nel 1957 paragona gli “… interminati spazi di là da quella (siepe), e sovrumani silenzi e profondissima quiete…” , all’orizzonte e agli spazi infiniti del mare che vede dal porticato di casa sua a Porticello (Palermo).

Una forzatura letteraria, la mia, che testimonia l’universalità della poesia quando a rendere visione palpabile un sentimento, una riflessione e un’emozione è un grandissimo della nostra letteratura. La profondità culturale e la sensibilità di Giacomo Leopardi non hanno uguali nella sua sofferenza interiore, nella sua visionaria lucidità. L’immenso poeta meraviglioso tocca corde sensibili e sottilissime che mi porto dentro da sempre. “E il naufragar m’è dolce nel Suo mare”.

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