Arriva la Tata Libera Tutti!

Videocorso online gratuito per diventare baby sitter curato dall’Associazione Lilliput

Osimo, 4 giugno 2020 – L’associazione Lilliput lancia un nuovo videocorso: Tata libera tutti! Mai come ora abbiamo tutti necessità di una mano con i figli e mai come ora è necessario che questa mano arrivi in maniera professionale, senza improvvisazioni né pratiche superficiali.

Il videocorso online punta ad offrire contenuti teorico-pratici oltre al sostegno personale durante il corso e al suo termine, quando inizierà il lavoro vero e proprio con i bambini per sostenere le tante baby sitter che si troveranno in situazioni reali, con problemi reali da affrontare con un supporto in più.

Il corso sarà composto da videolezioni di circa 45 minuti ciascuna, a queste si aggiungeranno materiali come articoli, testi consigliati, tutorial, esercizi introspettivi.

Le lezioni in totale saranno 21, suddivise in 4 moduli tematici:

  1. sulle spalle dei giganti
  2. autobiografia e pedagogia sistemica
  3. teorie in pratica
  4. educazione emotiva

Lo scopo è quello di creare una rete di persone formate che costantemente si incontrano, scambiano risorse e continuano a ricercare e riflettere senza mai dare nulla per scontato, creando un albo interno consultabile da chi necessiti di una babysitter formata.

La prima edizione del corso è gratuita per tutti i residenti nella provincia di Ancona. L’invito è rivolto anche ad esperti del settore e ai genitori che sono alla ricerca di strumenti educativi per la gestione dei propri figli.

Per tutte le informazioni necessarie è possibile consultare il sito corallo.lilliput.land. Tel. 351 513140 – mail: corallo@lilliput.land.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

L’immortalità di Giacomo Leopardi

Quel L’Infinito che quando ti entra dentro non t’abbandona più


27 giugno 2020 – 222 anni fa nasceva a Recanati tal Giacomo Leopardi (foto), precisamente il 29 giugno. E a distanza di tanto tempo ancora ne parla il mondo intero. Lo stesso giorno, ma 156 anni dopo, sono nato anch’io ma chissà per quale insondabile motivo non ne parla nessuno. Sarà che lui ha visto la luce in una ridente cittadina all’interno di una nobile famiglia, mentre chi scrive l’ha vista da San Marcello all’interno di una famiglia di estrazione contadina… Chi vuoi che sappia dove sta San Marcello?

Scherzi a parte, e la data di nascita non c’entra nulla, l’immenso Giacomo Leopardi è di gran lunga il mio poeta preferito. Anche Giovanni Pascoli e Gabriele D’Annunzio m’hanno sempre intrigato, lo confesso, ma il Leopardi parecchio di più.

Delle celebrazioni del 222esimo dalla sua nascita parliamo in altra parte del giornale, qui, nello spazio tutto mio, vorrei parlare di lui in modo intimamente personale. La gran parte dei giovani e degli studenti di oggi, con tutta probabilità avranno conosciuto il Leopardi grazie a ‘Il giovane favoloso’, il bellissimo film di Mario Martone uscito sugli schermi nel 2014 e interpretato mirabilmente da Elio Germano.

Personalmente l’ho conosciuto (culturalmente parlando) sui banchi di scuola, anche se all’epoca mi risultò alquanto palloso. Ma all’epoca mi risultava pallosa quasi ogni materia che mi veniva insegnata, applicazioni tecniche a parte. A farmelo riscoprire nella sua immensa grandezza di studioso e letterato, quando avevo poco più di vent’anni, fu un’insegnante di recitazione durante un corso che frequentai presso il Teatro Nuovo di Torino. Fu lei a insegnarci la corretta lettura e dizione de l’Infinito. E all’improvviso, davanti agli occhi e nel profondo del cuore, mi si aprì un mondo fantastico che mi cambiò e mi fece crescere intellettualmente.

Ho amato ed amo tutt’ora L’Infinito, al punto da inserire questa poesia nel mio romanzo ‘Il destino dei tonni’, mettendola in bocca e nei pensieri di una ragazza siciliana di umili origini che nel 1957 paragona gli “… interminati spazi di là da quella (siepe), e sovrumani silenzi e profondissima quiete…” , all’orizzonte e agli spazi infiniti del mare che vede dal porticato di casa sua a Porticello (Palermo).

Una forzatura letteraria, la mia, che testimonia l’universalità della poesia quando a rendere visione palpabile un sentimento, una riflessione e un’emozione è un grandissimo della nostra letteratura. La profondità culturale e la sensibilità di Giacomo Leopardi non hanno uguali nella sua sofferenza interiore, nella sua visionaria lucidità. L’immenso poeta meraviglioso tocca corde sensibili e sottilissime che mi porto dentro da sempre. “E il naufragar m’è dolce nel Suo mare”.

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