Arriva la Tata Libera Tutti!

Videocorso online gratuito per diventare baby sitter curato dall’Associazione Lilliput

Osimo, 4 giugno 2020 – L’associazione Lilliput lancia un nuovo videocorso: Tata libera tutti! Mai come ora abbiamo tutti necessità di una mano con i figli e mai come ora è necessario che questa mano arrivi in maniera professionale, senza improvvisazioni né pratiche superficiali.

Il videocorso online punta ad offrire contenuti teorico-pratici oltre al sostegno personale durante il corso e al suo termine, quando inizierà il lavoro vero e proprio con i bambini per sostenere le tante baby sitter che si troveranno in situazioni reali, con problemi reali da affrontare con un supporto in più.

Il corso sarà composto da videolezioni di circa 45 minuti ciascuna, a queste si aggiungeranno materiali come articoli, testi consigliati, tutorial, esercizi introspettivi.

Le lezioni in totale saranno 21, suddivise in 4 moduli tematici:

  1. sulle spalle dei giganti
  2. autobiografia e pedagogia sistemica
  3. teorie in pratica
  4. educazione emotiva

Lo scopo è quello di creare una rete di persone formate che costantemente si incontrano, scambiano risorse e continuano a ricercare e riflettere senza mai dare nulla per scontato, creando un albo interno consultabile da chi necessiti di una babysitter formata.

La prima edizione del corso è gratuita per tutti i residenti nella provincia di Ancona. L’invito è rivolto anche ad esperti del settore e ai genitori che sono alla ricerca di strumenti educativi per la gestione dei propri figli.

Per tutte le informazioni necessarie è possibile consultare il sito corallo.lilliput.land. Tel. 351 513140 – mail: corallo@lilliput.land.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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