Agroalimentare: Marche unite al TuttoFood di Milano

La Fiera meneghina ospita 35 aziende del “cratere”

Ancona – Jesi. Collettiva marchigiana con 41 aziende al TuttoFood di Milano (8-11 maggio), coordinata dal nuovo polo enogastronomico Food Brand Marche e promossa dalla Regione Marche.

Un’immagine dell’edizione 2016 di TuttoFood Milano

Tra queste, sono 35 le imprese danneggiate dal terremoto che provengono dall’area del cratere e che sono ospitate gratuitamente da Fiera Milano. Olio, pasta, vino, dolci, liquori sono le principali categorie dell’agroalimentare marchigiano rappresentate in fiera, che vede la partecipazione unitaria dei principali consorzi del settore e di tutte le aziende vitivinicole provenienti da Matelica, che con il suo Verdicchio celebra quest’anno i 50anni dalla nascita della doc.

Alberto Mazzoni, direttore di Food Brand Marche

Per il direttore di Food Brand Marche, Alberto Mazzoni: «L’esperienza del terremoto ha avuto l’effetto positivo di serrare le fila attorno alla nostra economia agroalimentare; come a Vinitaly, le Marche si propongono infatti unite e convinte di poter superare con il lavoro ciò che è successo. E la partecipazione attiva a TuttoFood delle principali organizzazioni del settore lo dimostra: la Cciaa di Ascoli Piceno ha contribuito in modo decisivo alla rappresentanza dei produttori di olio, mentre per il vino i 2 consorzi regionali sono e saranno partner in una promozione che ha sempre più bisogno di un brand unico e unitario. E Fiera Milano, con il suo gesto, ci fa capire che non siamo soli in questo sforzo».

Delle 41 aziende che partecipano alla collettiva in un’area di circa 300 mq. (pad 10), 22 provengono dalla provincia di Ascoli Piceno, 15 dal maceratese, 2 da Ancona e da Fermo. Quattro le isole, con una interamente dedicata al Verdicchio di Matelica; tra i settori di attività fa da traino il vino, con 23 imprese.

Le colline marchigiane ospitano un comparto agroalimentare che vale circa 2 miliardi di euro

Secondo uno studio di Nomisma, il comparto dell’agroalimentare vale nelle Marche circa 2 miliardi di euro, conta su 43.000 imprese (28% del totale), e 70.000 occupati (11%), e presenta un valore aggiunto sull’economia regionale quasi doppio rispetto alla media nazionale.

Una rete che poggia su oltre 28.000 aziende agricole e una superficie utilizzata (Sau) di 472.000 ettari – la metà dell’intera superficie della Regione – con una dimensione media (10,5 ettari), ben superiore a quella nazionale (7,9 ha).

Il nuovo polo Food Brand Marche aggrega sotto un unico marchio il mondo dell’agroalimentare regionale, con 13 soggetti fondatori che esprimono un valore di circa 439 milioni di euro di fatturato e rappresentano il 40,2% del valore della produzione del settore.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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