A.A.A. Ancona – Cercasi Ingegnere o Architetto super specializzato

Le domande per partecipare alla selezione pubblica indetta dal Comune dorico vanno presentate entro il 3 novembre

Ancona, 21 ottobre 2021 – Il Comune dorico indice una selezione pubblica per il conferimento di un incarico di alta specializzazione extra dotazione organica, full time, a tempo determinato (incarico di natura non dirigenziale) fino alla scadenza del mandato elettivo del sindaco attualmente in carica, per l’attuazione del progetto organizzativo della Direzione Manutenzioni.

Ancona – Il Palazzo del Popolo sede del Comune

Ai candidati sono richiesti:

  • il possesso del diploma di laurea, o laurea specialistica o laurea magistrale in Ingegneria o Architettura o titoli equiparati o equipollenti;
  • il possesso di esperienza e specifica professionalità di almeno tre anni maturata nel campo delle manutenzioni ordinarie e straordinarie, nella gestione diretta dei lavori e delle maestranze, in particolare presso le pubbliche amministrazioni per almeno un triennio, anche non continuativo;
  • l’iscrizione al relativo albo professionale;
  • la conoscenza dell’uso di apparecchiature ed applicazioni informatiche più diffuse;
  • la conoscenza della lingua inglese.

La domanda dovrà pervenire entro e non oltre le ore 13,00 di mercoledì 3 novembre 2021 pena l’esclusione, attraverso una delle seguenti modalità:

a) presentata a mano direttamente all’Ufficio Protocollo Generale del Comune di Ancona (Piano Terra entrata principale Palazzo Comunale – Largo XXIV Maggio n. 1; apertura al pubblico: lun, mer, ven dalle 9.00 alle 13.00, mar, gio dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.00);

b) spedita a mezzo raccomandata a/r.; trasmissione a mezzo posta al Comune di Ancona

Largo XXIV Maggio n. 1 60123 Ancona – si precisa che la domanda dovrà pervenire entro la data suddetta e pertanto non fa fede la data del timbro postale di inoltro della domanda;

c) presentata a mezzo di proprio personale ed intestato indirizzo di posta elettronica certificata all’indirizzo ancona@emarche.it.

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

© riproduzione riservata

 


link dell'articolo