Loreto – Crisi Ragaini Radiatori: i lavoratori incrociano le braccia

Domani, mercoledì 12 luglio, presidio dei cancelli e corteo

Loreto – Fim,  Fiom,  Uilm  e le Rsu Ragaini Radiatori  hanno proclamato – domani  mercoledì 12 luglio a partire dalle ore 5,00 –   un’ulteriore giornata di  sciopero, con  presidio dei lavoratori davanti i cancelli della fabbrica di Loreto, per poi  proseguire in corteo fino alla prima rotatoria verso la città (ore 9,00 circa ) .

Loreto – Lo stabilimento del Gruppo Ragaini

Dopo aver portato le istanze al Sindaco di Loreto, al Presidente del Consiglio Regionale, al Prefetto di Ancona e in Consiglio Regionale, i lavoratori tornano a manifestare davanti i cancelli della Ragaini Radiatori.

È terminata la prima fase di 45  giorni con un mancato accordo, dove le parti non sono riuscite a trovare soluzioni, ora la palla passa alle istituzioni, coinvolte sin dall’inizio. La procedura di mobilità si concluderà nei primi giorni di agosto, dopo, l’azienda potrà licenziare i lavoratori coinvolti nei 120 giorni seguenti.

L’azienda, ad oggi, non ha avanzato nessuna  proposta di riduzione del  numero di esuberi, nessun seguito rispetto agli impegni presi davanti al Prefetto di Ancona.

Le tre sigle sindacali, Fim, Fiom e Uilm ribadiscono che  il rischio di perdita di lavoro non è solamente per chi verrà licenziato, ma per tutti i lavoratori se non si troverà una soluzione condivisa.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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