Reddito di cittadinanza, domande entro il 16 giugno

Borse lavoro della durata di sei mesi: i requisiti per partecipare

Castelfidardo – Età compresa tra i 30 e i 65 anni, dieci anni continuativi di residenza in città, una situazione di difficoltà provocata dalla perdita del posto di lavoro, iscrizione al Centro per l’impiego da almeno un anno, una certificazione Isee non superiore ai 25.000 €: sono questi i requisiti per richiedere il reddito di cittadinanza.

lavoro
Castelfidardo. Parte il reddito di cittadinanza per chi ha perso il lavoro. Verrà riconosciuto attraverso borse di lavoro della durata di sei mesi

La domanda di ammissione va presentata entro le 12.30 del 16 giugno all’Ufficio Protocollo del Comune mediante consegna a mano nei giorni di apertura al pubblico oppure per posta.

L’Amministrazione Comunale dà così concretezza al programma elettorale e al principio costituzionale nella consapevolezza che l’esclusione dal mondo del lavoro, togliendo sicurezze economiche, rischia di essere la forma più terribile di emarginazione sociale.

Come annunciato dal sindaco Roberto Ascani, la misura si sostanzia nell’attivazione di borse lavoro della durata di sei mesi, con presenza del borsista presso la ditta accogliente per 20 ore settimanali e con un rimborso di € 434 mensili lordi a carico dell’Ente e costi INAIL e assicurazione a carico del soggetto ospitante.

Il bando completo e il modulo di domanda sono pubblicati sul sito del Comune o disponibili presso i “Servizi Socio Educativi” di via Battisti contattabili tramite email: baldonimaila@comune.castelfidardo.an.it e telefono 0717829332.

 

redazionale

 

 


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi