Castelfidardo – Reddito di cittadinanza, si apre una seconda finestra

Le domande entro il 15 settembre. Disponibili 12 borse lavoro

Castelfidardo – Dodici borse lavoro per soggetti colpiti dalla crisi economica, al fine di sostenere il reddito dei nuclei familiari in difficoltà, rafforzare il senso di appartenenza alla comunità locale e offrire un’importante chance di reinserimento occupazionale.

Si apre fino al 15 settembre una nuova finestra per richiedere il reddito di cittadinanza, come formulato e proposto dall’Amministrazione comunale.  Dal primo bando, di cui sono state ammesse 20 domande su 37, è infatti rimasto un residuo di risorse tali da poter attivare ulteriore borse.

«Gli esiti di questa prima fase sperimentale hanno dato riscontri molti positivi, sia da parte delle imprese ospitanti che hanno recepito il messaggio e dato la loro disponibilità sia come partecipazione dell’utenza, tanto che dal 1° settembre inizia l’esperienza dei 20 soggetti che hanno superato l’iter” – informa il sindaco Ascani – Spiace che la metà dei candidati non fosse in regola con l’iscrizione alle liste di disoccupazione al Centro per l’Impiego, vuoi per sfiducia nel servizio o per il farraginoso meccanismo burocratico».

Il sindaco di Castelfidardo, Roberto Ascani

Per ovviare a tale problema, nel nuovo bando per dimostrare l’inattività da almeno un anno viene richiesta la scheda professionale anziché l’iscrizione al centro per l’impiego. Rimangono invariati gli altri requisiti: età compresa fra i 30 e i 65 anni, residenza continuativa a Castelfidardo da almeno 10 anni, non essere percettori di indennità ed essere in possesso di una certificazione ISEE, calcolata secondo le nuove disposizioni normative, non superiore ad € 25.000,00.

Bando completo e moduli di domanda sul sito del Comune o disponibili presso i “Servizi Socio Educativi” di via Battisti.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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