Mobitaly in udienza da Papa Francesco

L'azienda di Camerano scelta da Confcooperative come esempio virtuoso di cooperazione

Camerano, 16 marzo 2019 – Oggi, Federico Frontalini, e Moreno Antonini, rispettivamente presidente dell’azienda e responsabile dell’assistenza clienti di Mobitaly, sono a Roma per incontrare il Santo Padre. I vertici dell’azienda hanno ricevuto le congratulazioni dal Comune di Camerano, dove risiede l’azienda, per essere stati scelti da Confcooperative quale esempio di cooperazione nelle Marche. Ed è proprio per questo motivo che i rappresentanti di Mobitaly sono stati invitati in udienza da Papa Francesco.

Camerano – Il gruppo fondatore di Mobitaly (foto d’archivio 2017)

Frontalini e Antonini potranno raccontare la loro esperienza, sicuramente controcorrente, che li ha portati a fondare a fine 2014 la Mobitaly, una cooperativa costituita dai dipendenti che erano stati messi in mobilità dalla Gatto, azienda di cucine del distretto cameranese che non era sopravvissuta alla crisi economica. I dipendenti, rimasti senza lavoro, si sono subito rimboccati le maniche e hanno fondato la cooperativa, che ha iniziato proprio come terzista della stessa Gatto, ed è riuscita a proseguire trovando lavori e committenti in un mercato tutt’altro che semplice.

L’etica con cui hanno affrontato le sfide di questi anni e i successi che hanno conseguito, mettendo a segno alcune forniture importanti per il contract internazionale, ma anche conquistando la fiducia dei clienti più vicini, sono alla base della scelta di Confcooperative.

«Siamo particolarmente emozionati di incontrare Papa Francesco – ha commentato Federico Frontalini – e felici che il nostro impegno sia arrivato all’attenzione del Pontefice».

«È un orgoglio rappresentare tante famiglie di questo distretto – ha ribadito Moreno Antonini – famiglie che hanno potuto riscattarsi grazie all’impegno condiviso tra i lavoratori e le associazioni che li hanno sostenuti».

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quando gli stalker sono i genitori

Coniugi anconetani riempiono di botte il fidanzatino della figlia


Ancona, 16 luglio 2019 – Negli ultimi mesi, per un giovane ventenne anconetano incrociare per strada i genitori della sua fidanzata era diventato un incubo ma, soprattutto, indice di dolore. Vero e proprio dolore fisico, fatto di minacce, botte e atti persecutori nei suoi confronti. Al punto che il giovane, proprio per evitare il ripetersi degli atti sulla sua persona, era stato costretto a cambiare abitudini.

La ragione dello stalking e delle lesioni aggravate? Semplice, i genitori della ragazza disapprovavano la relazione tra la propria figlia e il giovane, per timore che lui la inducesse ad atti non del tutto consapevoli anche di natura sessuale. Così, prima che potesse succedere qualcosa d’irreparabile fra i due giovani, i genitori di lei ogni volta che incontravano il fidanzato lo riempivano di botte, insulti e minacce.

Nei confronti dei due coniugi “aggressori” è scattato, ad opera del gip Sonia Piermartini su richiesta del pm di Ancona Rosario Lionello, il divieto di avvicinarsi e comunicare con il giovane anconetano. Dalle indagini, sono state raccolte dichiarazioni e relativa documentazione degli episodi di minacce, percosse e persecuzioni segnalate dal ragazzo in varie denunce. Come a inizio maggio scorso, quando il padre della ragazza, dopo averlo pedinato, lo avrebbe colpito con un calcio fratturandogli la mano destra; o, sempre a maggio ma a fine mese, la madre della ragazza lo avrebbe preso a schiaffi e graffiato sul viso.

Lo so, fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo. Azzeccare i sì e i no detti ai propri figli al momento giusto, con il tono giusto, è come azzeccare un terno al lotto. Un padre può essere geloso della propria figlia – chi non lo è stato? – ed è giusto che per lei aspiri al massimo possibile sul mercato dei “fidanzatini”, ma da qui a riempire di mazzate un fidanzatino non gradito ce ne corre! E poi per cosa? Per una presunzione di atti – anche sessuali – che non si sono realizzati ma che potrebbero, perdurando la relazione…

A leggere certe notizie c’è da stentare a crederci. Eppure siamo ad Ancona ed è luglio 2019 . Ai coniugi anconetani vorrei dire: a) “Se tra vostra figlia e il giovane ventenne è vero amore, non saranno certo le vostre botte e minacce a cambiare il corso delle cose”; b) “Ma davvero avete così scarsa considerazione e fiducia nei confronti di vostra figlia?”; c) “Noi non siamo i nostri figli, dobbiamo lasciare che facciano le loro esperienze, non le nostre; il nostro compito è quello d’intervenire quando ci chiedono aiuto o un consiglio, non di fare prevenzione riempiendoli di mazzate!


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