Ordine avvocati delle Marche: apertura anno giudiziario

Serenella Bachiocco: “Cancellazioni di colleghi e geografia giudiziaria. Aumento dei contenziosi, tutti i nodi della giustizia”

Ancona – I disagi economici e giudiziari degli avvocati e della popolazione colpiti dagli eventi sismici; gli aumenti vertiginosi di contenzioso, legati al particolare settore della protezione internazionale, che hanno contribuito a creare pendenze che si ripercuoteranno per gli anni a venire: le carenze di organici a tutti i livelli che, pur calmierati dai recenti concorsi provocano rallentamenti alla macchina giustizia; le nuove normative nazionali sia civili che penali.

Sono solo alcune delle criticità rilevate nel corso del suo intervento all’apertura dell’anno giudiziario da Serenella Bachiocco in rappresentanza degli Ordini degli Avvocati delle Marche.

Serenella Bachiocco, presidente Ordine degli avvocati di Ancona

«I pensieri non possono essere evidentemente positivi – ha detto – Lo spostamento dell’azione repressiva dal terreno garantito del processo penale a quello delle misure di prevenzione, le dilatazioni di tempi tra fatti e giudizi in spregio al diritto di essere giudicati in tempi brevi, le aumentate competenze della polizia giudiziaria ma non le corrispondenti garanzie alla difesa, la previsione di una maggior partecipazione a distanza dell’imputato al processo frutto di scelte operate di natura economica , norme che non riconoscono, in sostanza, che la qualità del processo penale non può prescindere dall’esistenza di un contradditorio pieno tra accusa e difesa».

Il riferimento al settore civile ed alla riforma del diritto fallimentare è chiaro, così come lo sono le perplessità nei confronti della revisione della geografia giudiziaria voluta dal Ministro Orlando. «Salutata come riforma epocale, come rimodellamento di un meccanismo distorto che ha macinato risorse sia imprenditoriali che di beni – ha aggiunto – c’è il rischio che si vada incontro alla violazione di diritti dei cittadini che verranno giudicati e che si dovranno recare presso Tribunali che poco o nulla sanno del tessuto sociale di provenienza».

Tra le note positive citate dalla Baiocco, il ricorso maggiore alle misure alternative alla detenzione e una attenzione ai diritti del detenuto; alla legge sul legittimo impedimento che, finalmente, attribuisce la tutela della maternità alle avvocate sia in ambito civile che penale, e che ha eliminato una lesione del diritto di difesa e quella «odiosa violazione del basilare principio di uguaglianza sostanziale sancito dalla Carta Costituzionale».

Nel distretto delle Marche, che conta all’incirca 5.000 iscritti di cui il 50% donne, solo le avvocate appartenenti al foro di Ancona ne godevano sulla base di un protocollo stilato tra l’Ordine degli Avvocati, il CPO presso l’ordine, il Tribunale e la Procura della Repubblica.

«Infine – ha concluso il suo intervento la Baiocco – ricorre il giorno della memoria. L’Avvocatura Marchigiana rende omaggio a tutte le vittime dello sterminio del popolo ebraico, delle leggi razziali, della persecuzione di tutti i cosiddetti diversi, perché dimenticare questa data, significa negare che vi fu questa orribile pagina della storia che non si può e deve dimenticare».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Procida Capitale Cultura 2022, Ancona non ce l’ha fatta!

Il sindaco Valeria Mancinelli: “il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti”


Ancona, 18 gennaio 2021 – Nella mattinata odierna la commissione del MiBACT presieduta da Stefano Baia Curioni ha proclamato la città di Procida (foto) Capitale italiana della Cultura per il 2022. All’annuncio dato dal ministro Dario Franceschini, sull’isola si è scatenato un tifo da stadio.

I complimenti della commissione, al termine della cerimonia d’assegnazione, sono andati tutti al sindaco Raimondo Ambrosino e al suo staff. La motivazione ha premiato la congiunzione tra il valore del progetto, la sostenibilità economica e le sue ricadute socio culturali. «Siamo strafelici – ha esultato fra le lacrime il sindaco Ambrosino – è un’opportunità storica per noi, per tutte le isole e per l’Italia meno in luce».

Delusione per la città di Ancona, anche se mascherata da ottimismo. La città dorica non ce l’ha fatta a convincere i membri della commissione con il suo progetto incentrato tra l’altro sulla cultura dell’Altro, sull’intenzione di far diventare ordinario lo straordinario, come aveva spiegato l’assessore Paolo Marasca in sede di audizione con il MiBACT.

«È stata appena proclamata la Capitale italiana della cultura 2022. La scelta è caduta su Procida. Mi complimento con il collega sindaco e la comunità dell’isola – il commento ufficiale del sindaco Valeria MancinelliSiamo fieri delle parole del presidente della commissione che ha valutato i progetti e ne ha sottolineato il valore, non solo nazionale ma anche europeo. Siamo anche felici di come è stata motivata la scelta della capitale perché la linea su cui si è mossa Procida e il messaggio che ha voluto lanciare hanno molte affinità con il nostro. Dunque siamo sulla strada giusta. Come ho più volte ribadito il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti. E lo realizzeremo insieme».

Dunque, nonostante i suoi 2400 anni di storia ed un progetto ampio e variegato, Ancona non ce l’ha fatta. Bocciata per il secondo anno consecutivo dopo il primo tentativo del 2020. A batterla è stata Procida, una cittadina di poco più di 10mila abitanti che si affaccia sul mare del Golfo di Napoli, resa famosa a livello internazionale da Massimo Troisi che qui ha girato molte scene del film Il Postino.

Ancona e Procida, due città bagnate dal mare. 100mila abitanti contro 10mila. Con tutta probabilità, le acque del Golfo di Ancona sono diverse da quelle del Golfo di Napoli. Nonostante la delusione per un’opportunità mancata di crescita importante sul piano socio-culturale e turistico, dal capoluogo delle Marche un in bocca al lupo sincero a Procida: sull’isoletta il 2022 sarà un anno fantastico!

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