Approvata variazione di bilancio da circa € 1.415.000 per investimenti

Pugnaloni: “Esprimo soddisfazione per il voto favorevole di quasi tutta la minoranza”. Gli importi nel dettaglio

Osimo, 1 luglio 2021 – Nel Consiglio comunale del 30 giugno, è stata approvata una variazione di bilancio per gli investimenti, applicando le risorse emerse dall’avanzo d’Amministrazione 2020 o rimodulando le fonti di finanziamento già previste.

Osimo – Il Consiglio comunale in streaming del 30 giugno

Nello specifico, sono stati aggiunti al Piano delle opere pubbliche triennale 45mila euro per i nuovi bagni ai giardini pubblici di Piazza Nuova, 100mila euro per la manutenzione straordinaria delle scuole materne, 40mila euro per manutenzioni alla scuola elementare Marta Russo, 200mila euro per il miglioramento sismico della chiesa di San Silvestro, 160mila euro per la ristrutturazione dei locali sotto la Nuova Fenice dove, con un contributo regionale da 350mila euro, verrà realizzato il Ridotto del teatro.

Ci sono poi 40mila euro aggiuntivi per la manutenzione di campetti polivalenti e aree ludiche di quartiere, 70mila euro per l’adeguamento antincendio alla palestra di Osimo Stazione, 90mila euro per acquisto attrezzatura per le aree ludiche, 20mila euro per la manutenzione del verde pubblico, 25mila per la manutenzione ai giardini di Piazza Nuova, 25mila per il parco urbano di Osimo Stazione con nuovo percorso pedonale, 240mila euro per manutenzione di strade e marciapiedi.

Osimo – Il sindaco, Simone Pugnaloni

La variazione di bilancio comprende anche il fondo statale da 372mila euro per compensare l’aumento della Tari previsto da Arera, e per applicare sconti alla tariffa per le attività economiche danneggiate dal Covid (-29%) e per le famiglie con disagi economici (-40%); ai quali si sono aggiunti fondi comunali per 195mila euro dal recupero dell’evasione fiscale da spalmare su tutte le utenze, e altri 165mila euro così suddivisi: 100mila per le utenze non domestiche e 65mila per le utenze domestiche.

«Come sindaco – ha sottolineato Simone Pugnaloniesprimo soddisfazione per il voto favorevole alla variazione di bilancio, arrivato oltre che dalla maggioranza anche da quasi tutta la minoranza».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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