L’Amministrazione comunale uscente lascia in eredità 160.000 euro

Lo dice l'assessore al Bilancio Marco Ascani: "Denari presenti nel Fondo Esercizio Funzioni Fondamentali con cui poter far fronte alle eventuali (speriamo di no!) mancanti entrate o maggiori spese, derivanti dal Covid”

Loreto, 10 agosto 2020 – Un ‘lascito’ molto rilevante da parte dell’Amministrazione comunale uscente a chi ne raccoglierà l’eredità.

«Faccio un appello alla prossima Amministrazione – spiega Marco Ascani, assessore al Bilancio, al Patrimoni e ai lavori Pubblici – alla quale lasciamo, oltre che i conti in condizioni straordinariamente ‘virtuose’, anche 160.000 euro del Fondo Esercizio Funzioni Fondamentali con cui poter far fronte alle eventuali (speriamo di no!) mancanti entrate o maggiori spese, derivanti dal Covid, negli ultimi mesi del 2020».

Loreto – L’assessore al Bilancio Marco Ascani

Nel consuntivo del mandato, Ascani sottolinea: «Numeri straordinari, abbiamo recuperato patrimoni storici inestimabili, messo a norma immobili scolastici e comunali, redatto regolamenti, investito nella sicurezza stradale, negli impianti sportivi, nella cultura, nel turismo, nell’assistenza sociale, nella famiglia».

Nonostante tutto ciò, ad Ascani resta un rammarico che non riguarda i progetti portati a termine e le iniziative promosse, ma una dignità della politica che va conquistata giorno per giorno: «Alla maggioranza con cui sono cresciuto, ai compagni di viaggio, ai senatori sempre attivi e presenti da oltre 20 anni, ma soprattutto alle nuove leve di cui faccio parte, dico: siate orgogliosi di quello che abbiamo fatto, siate fieri dell’impronta lasciata, perché i numeri ed i fatti sono dalla nostra parte, parlano chiaramente… Non sviliamo tutto il lavoro fatto, abbiate il coraggio, la coerenza e la forza di proteggerlo. Non barattate il modo con cui abbiamo fatto politica in questi ultimi 5 anni con nessun’altra cosa al mondo».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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