Sirolo – 1° Torneo di Calcio Balilla umano targato Avis

Dal 18 al 23 luglio in Largo Donatori di Sangue. Iscrizioni entro le 21.30 di lunedì 17 luglio

Sirolo – Le sezioni Avis di Camerano, Numana e Sirolo si sono aggregate per organizzare il 1° Torneo di Calcio Balilla umano, una sorta di biliardino assai ingrandito dove al posto dei giocatori di gomma in miniatura vengono inseriti giocatori veri in carne e ossa.

Il campo di gioco solitamente è ricavato all’interno di un gonfiabile, dove i giocatori non possono avanzare ma si muovono solo lateralmente. Per il resto, tutto uguale all’originale: si tratta di fare gol nella porta avversaria comunque protetta da un portiere.

Divertentissimo per chi lo gioca, spassosissimo per gli spettatori.

A Sirolo il torneo avrà inizio martedì 18 luglio e si concluderà il 23. Sono 12 le squadre ammesse composte ognuna da dieci giocatori. 14 anni l’ètà minima per partecipare e per i minori occorre la liberatoria dei genitori.

Le partite si disputeranno in Largo Donatori di Sangue, dietro al Municipio; le iscrizioni, fissate in 100 euro a squadra, si potranno effettuare entro le 21.30 di lunedì 17 luglio presso il campo di gioco. Alla stessa ora, data e luogo, si svolgerà la riunione con le squadre iscritte per definire il calendario delle partite.

Per info ed iscrizioni squadre telefonare a:

Stefano: 331 1581988;

Gianni: 347 7609835;

Sara: 338 4484569

Quattro gli scopi principali che hanno spinto le sezioni Avis a mettere in piedi l’iniziativa:

  • far divertire
  • far conoscere l’associazione
  • aggregare persone alla mission, cioè incrementare i donatori di sangue
  • considerare l’iscrizione al torneo come una donazione alle sezioni.

Sulla stessa linea di pensiero i premi in palio: buoni degustazione da spendere nei locali sirolesi, bottiglie di vino, salami.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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