La Grande Musica è approdata a Sirolo

Dal 2 al 7 maggio la Perla del Conero ha ospitato il 10° Concorso Europeo

Sirolo, 8 maggio 2022 – Nella splendida cornice del Teatro Cortesi, dal 2 al 7 maggio, si è tenuto il 10° Concorso Europeo di Musica Città di Sirolo, una grande manifestazione artistico culturale che ha coinvolto centinaia di giovani e affermati musicisti provenienti dai centri limitrofi e da numerose città italiane ed estere. Le esibizioni hanno visto performance di solisti e grandi formazioni orchestrali e corali.

In apertura, il Concorso ha proposto la sezione “piccole mani” e i giovanissimi dell’indirizzo musicale. Hanno partecipato anche giovani di origine ucraina e numerosi insegnanti che, per ricordare il delicato momento che stiamo vivendo, hanno proposto rivisitazioni di storiche melodie della tradizione ucraina e una prima assoluta dell’Inno d’Italia attraverso un percorso storico.

Grande plauso ed entusiasmo è venuto dal sindaco di Sirolo Filippo Moschella, sensibile nei confronti della promozione culturale giovanile e turistica di questa Perla del Conero. C’è stato, in effetti, un importante lavoro di squadra tra l’Amministrazione comunale e la Direzione artistica formata da docenti e concertisti provenienti da paesi europei ed extraeuropei, sotto l’egida del Ministero e Oliviero Sampaolesi.

Nonostante il maltempo, per giorni la passeggiata verso il centro storico di Sirolo si è arricchita ed allietata da melodie di ogni genere: medievali, barocche, romantiche e contemporanee, tratte dalle pagine più celebri della Grande Musica.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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