Primo concerto dal vivo della Form nelle Marche

Sabato 20 giugno la Filarmonica Marchigiana torna a suonare con il pubblico in sala. Appuntamento alle 21.30 a Osimo, musica in filodiffusione in città. Ingresso gratuito per chi ha aderito alla campagna #SOSTENGOLAFORM

Osimo, 18 giugno 2020 – Nelle Marche torna finalmente la musica dal vivo. Sabato 20 giugno, alle 21.30 al Teatro La Nuova Fenice di Osimo, oltre trenta professori di orchestra della Form (Fondazione orchestra regionale delle Marche) diretti dal M° Alessandro Bonato – saliranno sul palco per interrompere, assieme al pubblico presente, quel lungo e terribile digiuno di musica cui la pandemia ha costretto tutti noi.

da sx: il presidente Form Carlo Pesaresi, il direttore artistico Fabio Tiberi, l’assessore alla Cultura di Osimo, Mauro Pellegrini

La Form, con il presidente Carlo Pesaresi, il direttore artistico Fabio Tiberi e l’assessore alla Cultura di Osimo, Mauro Pellegrini, hanno mostrato i dettagli dell’evento.

«È il primo grande concerto dal vivo nelle Marche e la Form può vantarsi di essere una delle primissime orchestre in tutta Italia a ripartire in sicurezza e con la gioia della musica – afferma Pesaresi – Segno di una dedizione e volontà precisa di riprendere il prima possibile il filo di quel legame forte con il suo pubblico e con la maestosa bellezza generata da un concerto di musica sinfonica».

Grande emozione ed energia, peraltro, ha suscitato in questi giorni di prove il rientro a teatro, in tutta sicurezza, dei musicisti che in questi mesi si sono tenuti sempre in attività, seppur da casa.

L’Orchestra Filarmonica marchigiana (foto d’archivio)

«Con la Form c’è una collaborazione da alcuni anni – dichiara Pellegrini – e oggi diamo un messaggio importante come segno di ripartenza. Abbiamo corso fino all’ultimo momento per mettere in piedi questo concerto che potrà ospitare 120 posti, invece dei 450 disponibili prima del Covid-19. Ma la musica sarà trasmessa in filodiffusione per tutta la città per offrire a tutti la possibilità di ascoltarla».

Il concerto di sabato, come recita il suo titolo, è caratterizzato interamente dalla gioia della ripartenza, quel Restart musicale che restituisce alle Marche la bellezza dei suoi teatri e dell’ascolto dal vivo. E a dare il via a questo momento non poteva che essere l’orchestra regionale, il più importante ente musicale della nostra regione, la colonna sonora delle Marche.

Il programma, dal titolo La gioia della musica è composto dal Divertimento per archi n. 1 in re magg. K. 136 e Sinfonia n. 36 in do magg. K. 425 “di Linz” di Wolfgang Amadeus Mozart, Il Signor Bruschino: Ouverture di Gioacchino Rossini e Pastorale d’été, H. 31 di Arthur Honegger.

«Abbiamo scelto due geni della musica, come Mozart e Rossini – spiega Tiberi – che inneggiano alla gioia, e Honegger, per salutare il solstizio d’estate e la festa della musica del 21 giugno».

Il concerto, previa prenotazione, è gratuito per tutti coloro che hanno deciso con molta generosità di aderire a #SOSTENGOLAFORM; il courtesy ticket ha invece il costo di 3 euro. Info biglietteria: 071/7231797.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

L’immortalità di Giacomo Leopardi

Quel L’Infinito che quando ti entra dentro non t’abbandona più


27 giugno 2020 – 222 anni fa nasceva a Recanati tal Giacomo Leopardi (foto), precisamente il 29 giugno. E a distanza di tanto tempo ancora ne parla il mondo intero. Lo stesso giorno, ma 156 anni dopo, sono nato anch’io ma chissà per quale insondabile motivo non ne parla nessuno. Sarà che lui ha visto la luce in una ridente cittadina all’interno di una nobile famiglia, mentre chi scrive l’ha vista da San Marcello all’interno di una famiglia di estrazione contadina… Chi vuoi che sappia dove sta San Marcello?

Scherzi a parte, e la data di nascita non c’entra nulla, l’immenso Giacomo Leopardi è di gran lunga il mio poeta preferito. Anche Giovanni Pascoli e Gabriele D’Annunzio m’hanno sempre intrigato, lo confesso, ma il Leopardi parecchio di più.

Delle celebrazioni del 222esimo dalla sua nascita parliamo in altra parte del giornale, qui, nello spazio tutto mio, vorrei parlare di lui in modo intimamente personale. La gran parte dei giovani e degli studenti di oggi, con tutta probabilità avranno conosciuto il Leopardi grazie a ‘Il giovane favoloso’, il bellissimo film di Mario Martone uscito sugli schermi nel 2014 e interpretato mirabilmente da Elio Germano.

Personalmente l’ho conosciuto (culturalmente parlando) sui banchi di scuola, anche se all’epoca mi risultò alquanto palloso. Ma all’epoca mi risultava pallosa quasi ogni materia che mi veniva insegnata, applicazioni tecniche a parte. A farmelo riscoprire nella sua immensa grandezza di studioso e letterato, quando avevo poco più di vent’anni, fu un’insegnante di recitazione durante un corso che frequentai presso il Teatro Nuovo di Torino. Fu lei a insegnarci la corretta lettura e dizione de l’Infinito. E all’improvviso, davanti agli occhi e nel profondo del cuore, mi si aprì un mondo fantastico che mi cambiò e mi fece crescere intellettualmente.

Ho amato ed amo tutt’ora L’Infinito, al punto da inserire questa poesia nel mio romanzo ‘Il destino dei tonni’, mettendola in bocca e nei pensieri di una ragazza siciliana di umili origini che nel 1957 paragona gli “… interminati spazi di là da quella (siepe), e sovrumani silenzi e profondissima quiete…” , all’orizzonte e agli spazi infiniti del mare che vede dal porticato di casa sua a Porticello (Palermo).

Una forzatura letteraria, la mia, che testimonia l’universalità della poesia quando a rendere visione palpabile un sentimento, una riflessione e un’emozione è un grandissimo della nostra letteratura. La profondità culturale e la sensibilità di Giacomo Leopardi non hanno uguali nella sua sofferenza interiore, nella sua visionaria lucidità. L’immenso poeta meraviglioso tocca corde sensibili e sottilissime che mi porto dentro da sempre. “E il naufragar m’è dolce nel Suo mare”.

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