Osimo – M’illumino di meno, un successo nonostante il maltempo

Osimo – L’edizione di quest’anno, svoltasi ieri giovedì 23 febbraio, era dedicata alla bellezza del camminare, con l’obiettivo di raggiungere il numero simbolico di 555 milioni di passi per percorrere idealmente la distanza che separa la luna dalla terra.

La prima camminata della giornata l’hanno fatta i bambini della scuola elementare del Borgo San Giacomo che, accompagnati dai loro insegnanti, hanno raggiunto il Palazzo comunale dove sono stati ricevuti dal sindaco Pugnaloni e dai rappresentati della locale sezione di Italia Nostra e dell’Anpi.

Nonostante il cattivo tempo, nel pomeriggio sono state più di quaranta le persone che hanno aderito alla Camminata nello Spazio e nel Tempo”, con partenza alle 18.30 da Piazza Boccolino. Un itinerario per ripercorrere, con le guide dell’ufficio turistico del Comune, la storia della città e le sue bellezze.

Primo appuntamento l’atrio comunale, per poi proseguire verso Porta Musone, Piazza Nuova e soffermarsi sullo splendore nel nobile Palazzo Simonetti. La camminata si è conclusa con la visita della Cattedrale San Leopardo.

Grande successo per i Balli Ottocenteschi, alle 19.30, presso la Sala Maggiore del Comune:  vi hanno preso parte sei coppie di ballerini e circa settanta persone ad assistere all’evento, curato dell’Accademia di Danze Ottocentesche. Non una semplice danza, ma un’arte che, con tanto di suggestivi costumi caratteristici racchiude in sé la cultura dell’epoca.

Fra gli eventi in programma nella stessa fascia oraria Sotto i nostri piedi c’è la terra, con visite guidate a lume di candela alle grotte di Piazza Dante. La manifestazione si è conclusa al Mercato Coperto con i Balli Popolari al ritmo del gruppo musicale ”Il Cielo in una Danza”, con la presenza inoltre di laboratori dedicati alle energie rinnovabili e al risparmio energetico dell’associazione La Confluenza, e stand di sensibilizzazione a cura dei volontari della Croce Rossa Italiana.

 

a cura di Eliana Flamini

Consigliera comunale e presidente commissione Ambiente e Territorio


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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