Nonostante il Covid torna il Festival del Giornalismo d’inchiesta Marche

Due serate con presenza del pubblico il 24 e 26 settembre rispettivamente ad Ancona e Osimo nel ricordo di Gianni Rossetti

Osimo, 1 luglio 2020 – Torna il Festival del Giornalismo d’Inchiesta delle Marche, torna con due serate-evento che si terranno alla fine di settembre ad Ancona e Osimo. Torna nonostante abbia dovuto affrontare grossi problemi. La pandemia, certo, con le nuove norme decise per le manifestazioni in presenza, ma soprattutto l’improvvisa scomparsa proprio nei giorni più bui dell’epidemia di Gianni Rossetti, direttore e ideatore del Festival.

E dunque la manifestazione di quest’anno, giunta ormai alla IX edizione, è stata voluta non solo per dare continuità all’iniziativa ma per ricordare e onorare nel modo più doveroso la memoria del fondatore.

Gianni Rossetti, fondatore e direttore artistico del Festival sul Giornalismo d’inchiesta delle Marche venuto a mancare pochi mesi fa (foto Laura Randeni)

Il testimonial di direttore artistico è stato raccolto da Claudio Sargenti il cui nome è stato indicato da un gruppo di colleghi e amici. Sarà una direzione nel segno della continuità visti i rapporti di amicizia che da più di 40 anni legavano i due colleghi.

Sarà l’occasione per intitolare il Festival alla memoria di Gianni Rossetti. Come ogni anno a curare ed organizzare la manifestazione sarà il Circolo Culturale Ju-Ter Club Osimo in collaborazione con il Circolo +76 e la partnership della Confartigianato Imprese Ancona-Pesaro Urbino.

Programma

– Giovedì 24 settembre, dalle ore 21 alle ore 24, Auditorium di Confartigianato Imprese Ancona, Pesaro-Urbino, località Baraccola di Ancona. Capienza: 80 posti (secondo le normative covid). L’auditorium dispone anche di un ampio salone di ingresso dotato di un grande schermo. Posti riservati ai giornalisti: max 30.

Tema: “giornalisti sotto scorta – le inchieste che scottano; cosa comporta e i rischi che si corrono scrivendo la verità – l’educazione alla legalità”. Intervengono:

Paolo Borrometi, giornalista e scrittore; vicedirettore dell’AGI (agenzia di stampa nazionale) e consigliere nazionale della Fnsi (il sindacato dei giornalisti). L’ attività di inchiesta portata avanti da Borrometi gli è costata minacce, intimidazioni e aggressioni, tanto che da anni Borrometi vive sotto scorta.

Fabiana Pacella, giornalista professionista, salernitana; giornalista free lance avendo collaborato con diverse testate giornalistiche, locali e nazionali. Autrice di numerose inchieste che le sono costate minacce e avvertimenti.

Il pubblico presente all’Hotel La Fonte durante una serata delle passate edizioni del Festival (foto d’archivio)

– Sabato 26 Settembre, dalle ore 21 alle ore 24, Hotel La Fonte di Osimo. La sala congressi dell’Hotel contiene 60 posti (con le normative covid), ma l’Hotel è dotato di un ampio porticato dove poter installare un monitor. Posti riservati ai giornalisti: 30 al massimo.

Tema: The Watchdog – Inchiesta sul narcotraffico. Ne parleranno con il pubblico presente:

Giovanni Pasimeni ed Alessandro d’Alessandro, autori dell’inchiesta sul narcotraffico. I due giornalisti hanno ideato insieme il format giornalistico e investigativo “watchdog – l’infiltrato” per la Vita in Diretta, programma di punta di RaiUno.

Il dott. Luigi Bovio, Vice Questore del Servizio Operativo – Sco – della Polizia di Stato e coordinatore degli agenti sotto copertura (undercover);

un Agente undercover della Polizia di Stato che sarà presente all’evento, ovviamente in maniera irriconoscibile.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

Diritto e morale di una casta immorale

Fuori i nomi di chi ha scritto e votato la legge sui bonus alle Partite Iva. Luca Zaia: “I politici che l'hanno chiesto non saranno ricandidati”


12 agosto 2020 – Torno sulla questione dei parlamentari e dei consiglieri regionali che hanno chiesto ed ottenuto il bonus riservato alle partite Iva in difficoltà. Lo faccio lasciando la parola e lo spazio odierno di Paneburro&marmellata ad Armando Ginesi che mette nero su bianco tutta una serie di riflessioni in merito. Com’è che in questo Paese nessun politico viene mai chiamato a rispondere delle castronerie che mette in campo? Aggiungo solo che il Garante della privacy ha dichiarato che i nomi dei furbetti si possono fare. Riflette, Ginesi:

«Che la legge abbia consentito (ed ancora consenta) di commettere la cosa indegna che hanno compiuto i cinque deputati e diversi amministratori regionali di avvalersi (o di provarci) del bonus per le partite Iva che hanno sofferto economicamente durante la fase acuta della pandemia, è cosa risaputa. Che siano state persone indegne non significa che abbiano compiuto azioni illegali.

Perché diritto e morale sono cose distinte (qualcuno ha giustamente ricordato come, dopo il 1938, in Italia, perseguitare gli ebrei fosse una cosa legale anche se certamente indegna dal punto di vista etico) ma che, a parer mio, non possono ignorarsi.

E questa è una. Un’altra è che esiste una legge sulla privacy per cui i nomi di questi individui non si potrebbero fare. Ma esistono anche i diritti dei cittadini a non essere turlupinati dai furbacchioni moralmente disonesti, per cui, a mio giudizio, i nomi vanno resi pubblici. Per evitare che gli elettori li rieleggano di nuovo anche se indegni. (E qui bene ha fatto il presidente del Veneto Luca Zaia (foto da Facebook) a decidere che non saranno ricandidati coloro che hanno approfittato di un legge per commettere una mascalzonata. Speriamo che tutti i partiti si comportino allo stesso modo se non vogliono apparire complici dei malfattori, anche questa volta così li definiamo dal punto di vista etico che per noi conta eccome).

Non sono da rieleggere per vari motivi: intanto perché sono soggetti non degni di far parte di un Parlamento, poi perché sono stupidi (non dovevano capire che la cosa sarebbe venuta a galla e che sarebbero stati sputtanati a dovere?), e allora come si possono mandare a far leggi (che tutti noi siamo obbligati a rispettare), persone indegne e cretine?

Ma un’altra riflessione va fatta: chi l’ha scritta quella legge idiota che non ha fissato un tetto o una modalità che impedissero una maialata del genere? E ancora: chi l’ha votata? Dateci l’elenco dei partiti o i nomi dei parlamentari che l’hanno approvata. Magari sono gli stessi che oggi si stracciano le vesti perché qualcuno, fra loro, è stato più cretino degli altri».

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