L’Anpi Osimo e il Premio Nazionale Renato Fabrizi

Domenica 22 aprile dalle ore 17, nella cornice di Palazzo Campana, premiati sei emeriti della “nuova resistenza”

Osimo – “Quattordici edizioni di grande cultura, quattordici anni di memoria e di messaggi netti contro i fascismi di ogni tempo”. È questo e molto altro il Premio Nazionale Renato Fabrizi che la sezione Anpi di Osimo ha tenacemente voluto a partire dal 2004, dapprima con un carattere locale, e che oggi invece il Comitato Nazionale ha ritenuto di dover valorizzare ancora di più diventandone protagonista egli stesso.

«L’impegno profuso negli anni dalla sezione – recita un comunicato ufficiale dell’Anpi – per portare i maggiori interpreti delle nuove forme di resistenza, con lo sguardo sempre rivolto ai valori che la lotta di liberazione prima e la Costituzione poi, hanno indelebilmente scritto nel dna di questo Paese, è oggi rinnovato con i sei emeriti che Anpi Nazionale, provinciale e locale premieranno domani, domenica 22 aprile, nella cornice di Palazzo Campana».

Sul palco, a partire dalle 17.15 saliranno: Aldo Tortorella, partigiano, intellettuale, giornalista e già direttore dell’Unità dal 1970 al 1975, voce dei lavoratori e degli umili già dagli anni dell’occupazione nazifascista di Genova ,quando organizzò la propaganda e la lotta armata tra gli operai della zona di Ponente della città, e Francesca Laura Wronowski che per sua stessa ammissione è nata con l’antifascismo in corpo essendo nipote del deputato socialista, assassinato dal regime, Giacomo Matteotti.

A seguire: Diego Bianchi, in arte “Zoro”, è sicuramente il personaggio più noto al grande pubblico per saper ben coniugare i linguaggi contemporanei, i tempi che si accorciano fino a diventare tweet, con l’esigenza di narrare la realtà, quella delle grandi crisi industriali, delle periferie, senza dimenticare gli ultimi, i migranti.

Paolo Berizzi, di mestiere giornalista, racconta attraverso le colonne di Repubblica e dei suoi libri il diffondersi della galassia nera, il fiorire di formazioni, fuori dal tempo e molto spesso dalla realtà, che si richiamano ad un passato sconfitto e che oggi si cela dietro il razzismo più becero. Per questo suo impegno Berizzi ha ricevuto innumerevoli minacce da gruppi di estrema destra ed è stato messo sotto tutela dalla Prefettura di Bergamo.

Osimo – Foto d’archivio del Premio 2010: lil riconoscimento assegnato al giornalista Sandro Ruotolo

A nome di tutti i Comuni che: «hanno modificato le norme per la concessione di spazi pubblici vietandole di fatto a chiunque non si riconosca nei principi costituzionali propagandando invece idee fasciste, razziste, illiberali, xenofobe ed omofobe» sarà premiato il sindaco di Chiaravalle Damiano Costantini.

Infine un riconoscimento ai Sambene, giovane gruppo folk nato all’interno dell’accademia dei cantautori di Recanati, il cui primo album uscirà il prossimo 24 aprile e che, attraverso le loro note, portano lungo i “sentieri partigiani” per tramandare le gesta di giovani donne e uomini delle Marche che si sono sacrificati per donare la libertà e la democrazia.

Per rimarcare il nuovo cammino del “Fabrizi” sarà presente il direttore del giornale dell’Anpi, “Patria indipendente”, Gianfranco Pagliarulo e concluderà la manifestazione la presidente nazionale Carla Nespolo. A condurre la serata sarà il giornalista Maurizio Socci.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Conte alla conta: cercasi quaglie pronte a saltare

Frenetico mercato di voti e politici per allungare la legislatura


Camerano, 16 gennaio 2021 – Siamo alla conta, al mercato delle vacche, al salto della quaglia, chiamatelo come volete ma, da qualunque parte lo si guardi, il frenetico mercimonio in atto in Parlamento e al Senato (foto) per raccattare i voti necessari alla sopravvivenza del Governo Conte-PD-5Stelle è davvero poco edificante e irrispettoso.

Roba da Repubblica delle banane che, seppur visto e rivisto fin dai tempi della DC e praticato da tutti i partiti politici, evoca sostantivi di segno negativo come tradimento con tutti i suoi sinonimi: infedeltà, voltafaccia, inganno, truffa…

Eh sì, perché ci sta che un politico liberamente e regolarmente eletto dai cittadini all’interno di una precisa compagine politica, durante la successiva legislatura possa cambiare idea. “Solo i morti e gli  stupidi non cambiano mai opinione” ebbe a dire già nel 1800 lo scrittore e critico statunitense James Russell Lowell. Quel che non ci sta, e che invece è avvenuto e sta avvenendo a Roma in questi giorni, è che a cambiare idea, tornare sui propri passi o cambiare radicalmente e di botto schieramento politico, siano senatori della Repubblica che lo fanno per puro tornaconto personale.

Qualcuno lo fa per soldi, altri lo fanno per garantirsi un futuro politico e per restare quanto più possibile all’interno del Palazzo, altri ancora lo fanno per consumare vendette personali. Insomma, qualunque siano le vere molle che li portano al salto della quaglia, saranno tutti concordi e accomunati da un’unica dichiarazione ufficiale: “In questi tempi così difficili, lo facciamo per senso di responsabilità; il Paese versa in gravi condizioni economiche e sociali, è nostro dovere dare una mano per uscire dalla crisi”.

Quel che è peggio, è che la Costituzione glielo permette. Nel caso di una crisi come quella attuale, prima di rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica, un Presidente del Consiglio ha il dovere di verificare se in Parlamento ci sono i numeri e le persone necessarie a garantirgli una maggioranza. Da dove arrivino quei numeri, o a quali schieramenti politici appartengano le persone, non interessa a nessuno. Non importa se a garantire i numeri sia un’accozzaglia di colori senza senso e dignità politica: gialli, rossi, verdi, azzurri, va tutto bene purché sia. Purché duri. A qualsiasi prezzo. Alla faccia delle ideologie, dei programmi elettorali, della storia e dei percorsi.

Alla faccia di quei babbei di cittadini che, votato il programma di un partito e dato mandato a una loro figura politica di fiducia affinché lo realizzi nell’arco di una legislatura, dopo un anno o due vedono questa figura cambiare idea, a volte corrente, spesso partito.

Qui, non si tratta di andare a votare a tutti i costi: se un’altra maggioranza è possibile, è corretto che il premier Conte ne prenda atto, la metta insieme e continui nel mandato. Qui, si tratta di avere in Parlamento più politici capaci, coerenti, responsabili e meno mandriani e quaglie. Come fece a suo tempo Gesù Cristo, sarebbe opportuno cacciare i mercanti dal tempio. Pardon, dal Palazzo.

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