Incontri d’autore online del Circolo Fotografico Avis Mario Giacomelli

Fabio Mignanelli ospite sulla piattaforma Zoom martedì 12 gennaio alle ore 21.15

Osimo, 11 gennaio 2021 – Proseguono gli appuntamenti online del Circolo Fotografico Avis Mario Giacomelli. Il prossimo, per i soci, è previsto su Zoom martedì 12 gennaio alle ore 21.15 con Incontri d’Autore.

Ospite della serata, moderata da Maurizio Silvestrini con l’introduzione di Cesare Bora, sarà Fabio Mignanelli, socio del circolo, premiato lo scorso settembre a Montefano come Miglior Autore Fiaf Marche 2020, in concomitanza del Premio di Fotografia Arturo Ghergo, dalla giuria composta da Denis Curti, Lorenzo Cicconi Massi e Teofilo Celani, delegato regionale Marche Fiaf, per il racconto fotografico Pulcinella, la vita è troppo strana.

Questa la motivazione espressa dalla giuria: “Con il racconto fotografico Pulcinella, la vita è troppo strana, l’autore ha narrato il “genius loci” della città di Napoli. Di quella Napoli di Eduardo De Filippo, di Salvatore Di Giacomo, di Giovanni Battista Pergolesi, di Pino Daniele; con i suoi mille colori, mille culture, la sua indifferenza, le tante paure, la malinconia, le sue creature, dove ognuno aspetta la sorte e nessuno sa la verità; perché, come sembra affermare Pulcinella: la vita è troppo strana”.

FABIO MIGNANELLI:

Nasce ad Ancona nel 1961. Ad Osimo nel 1985 inizia la collaborazione con il Circolo Fotografico “Foto-Arci” insieme all’amico Gioacchino Castellani e ad altri fotoamatori che poi, nel 1988, diverrà Circolo Fotografico Avis Mario Giacomelli Bfi. Negli ultimi anni la sua passione per il reportage si è intensificata, grazie anche alla partecipazione a corsi e workshop tenuti da fotografi professionisti. Nel 2020 ottiene l’attestato come “Miglior Autore Fiaf Marche 2020”.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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