Il Premio Nazionale Fabrizi quest’anno va in diretta su Facebook

Domenica 25 ottobre alle ore 17 sulle pagine Anpi Osimo e Anpi Comitato Provinciale Ancona. Alle ore 21 differita su E’tv Marche

Osimo, 23 ottobre 2020 – Tra i due fattori che hanno portato al successo il Premio Nazionale Renato B. Fabrizi ci sono stati sicuramente la qualità degli emeriti, sempre presenti a tutte le quindici edizioni, e il calore e la presenza del pubblico a sottolineare la straordinarietà degli interventi e l’empatia che i racconti delle partigiane e dei partigiani sanno suscitare.

La consegna del Premio Nazionale Fabrizi avrà luogo domenica 25 ottobre alle ore 17. In questa sedicesima edizione, rispetto a quelle precedenti, sarà tutto diverso. Visto il peggioramento della situazione sanitaria, l’intera organizzazione dell’Anpi ha infatti deciso di svolgere la consegna del riconoscimento a porte chiuse, senza il pubblico, e con buona parte dei premiati collegati online.

Gli emeriti di questa edizione hanno nomi altisonanti e conosciuti: saranno premiati alla memoria Beppe Fenoglio e Rossana Rossanda, a nome dei quali interverranno Margherita, la figlia dello scrittore e partigiano e Carlo Latini, già dirigente de Il Manifesto,  e poi Paolo Pezzino, storico UniPI e presidente dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri , Elly Schlein, vice presidente della Regione Emilia Romagna e Massimo Ghini, l’attore che non ha certo bisogno di presentazione.

«Siamo sicuri – hanno dichiarato gli organizzatori – che anche quest’anno gli emeriti sapranno coinvolgere il pubblico che potrà seguire la cerimonia in diretta Facebook sulla pagina Anpi Osimo e Anpi Comitato Provinciale Ancona, e in differita televisiva su E’tv Marche (canale 12) sempre domenica ma alle 21».

La conduzione della serata è affidata a Maurizio Blasi, già caporedattore del TgR Marche, mentre le conclusioni spetteranno alla vice presidente nazionale Vania Bagni.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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