Giornata mondiale delle piccole e medie imprese

Osimo lancia l'idea delle Marche-laboratorio imprenditoriale. Dibattito online sabato 27 giugno nell’ambito del progetto OsimoLab

Osimo, 25 giugno 2020 – Fare di un’eccezione un’eccellenza. Trasformare le Marche manifatturiere in un laboratorio progettuale di cultura imprenditoriale e luogo del Rinascimento industriale in Italia. È la prospettiva da cui muove l’iniziativa online del Comune di Osimo, nell’ambito del progetto OsimoLab, in occasione della Giornata mondiale delle Piccole e Medie Imprese (PMI), celebrata ogni anno dall’Onu – Organizzazione delle Nazioni Unite il 27 giugno.

L’incontro, la cui diretta streaming può essere seguita dalle ore 18.00 alle 19.30 sul sito istituzionale del Comune (www.comune.osimo.an.it) e sui relativi canali social, si intitola “Un patrimonio mondiale: le Marche manifatturiere. Scienza, Managerialità, Cultura, Innovazione per un nuovo Rinascimento industriale” e si propone di mettere a fuoco i problemi del settore, segnato da una lunga crisi, aggravata ora dalla pandemia Covid-19.

Strategie e soluzioni, con un approccio multidisciplinare: imprenditoriale, manageriale, accademico, scientifico, culturale. L’obiettivo è di fornire un contributo per favorire lo sviluppo delle PMI marchigiane, tenendo insieme tradizione locale, know how specifico, partecipazione femminile, innovazione e mercato internazionale.

Il dibattito sarà animato dagli interventi di Marco Bentivogli, dall’imprenditore Enrico Loccioni, dall’esperto di internazionalizzazione Claude Ngirumpatse, dall’astrofisica e Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana Francesca Faedi, dal Presidente CAM – Polo Tecnologico Produttivo Integrato Marco Scalmati, dall’ingegnere di Visionaprogetti Andrea Andreucci e dal professore emerito di Politica Economica dell’Università Politecnica delle Marche Pietro Alessandrini, al quale saranno affidate le conclusioni.

A portare i saluti istituzionali, il sindaco Simone Pugnaloni e l’assessore comunale allo Sviluppo economico Michela Glorio, mentre a coordinare i lavori sarà Frida Paolella, consigliera delegata ad OsimoLab e Politiche europee.

L’iniziativa web di OsimoLab per la Giornata mondiale delle PMI è in linea anche con l’Obiettivo 9 dell’Agenda 2030 dell’ONU: “Industria, innovazione, infrastrutture” che, a sua volta, ha implicazioni su altri obiettivi di sviluppo sostenibile, come il numero 8, su “lavoro dignitoso e crescita economica” o il numero 12, su “consumo e produzione responsabili”.

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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