Due le serate del Festival del Giornalismo d’Inchiesta delle Marche

Giovedì 24 e sabato 26 settembre rispettivamente nella sede della Confartigianato delle Marche e all’Hotel La Fonte di Osimo

Osimo, 20 settembre 2020 – Ultime febbrili ore prima dell’avvio del Festival del Giornalismo d’Inchiesta delle Marche giunto quest’anno alla nona edizione. E cresce l’attesa per le due serate/evento in cui si articolerà la manifestazione che, lo ricordiamo, si terrà secondo la normativa covid in vigore.

E quindi, l’appuntamento di sabato 26 settembre all’Hotel La Fonte di Osimo è già “sold out”; ancora pochi posti a disposizione, invece, per l’altro appuntamento, quello di giovedì 24 settembre ad Ancona, nella sede della Confartigianato delle Marche.

Dunque due serate/evento sicuramente ad alta tensione. Giovedì 24, orario di inizio previsto alle 21, interverranno Paolo Borrometi, vice direttore dell’Agenzia giornalistica Italia. Vive da sei anni sotto scorta, visto che le sue inchieste giornalistiche gli sono costate, intimidazioni, aggressioni fino alle  minacce di morte; e Fabiana Pacella, giornalista free lance, salentina. Anche lei in prima linea nel denunciare il malaffare e gli oscuri legami tra criminalità organizzata, politici e mondo della finanza.

Sabato 26 poi il Festival si tingerà di “giallo”. I colleghi Giovanni Pasimeni e Alessandro D’Alessandro presentano, ancora alle 21, in anteprima “watchdog, l’infiltrato”, un’inchiesta sul narcotraffico realizzata per la Vita in Diretta, programma di punta di RaiUno. Anche in questa occasione eccezionali le presenze: in sala ci saranno, infatti, un agente sotto copertura della Polizia di Stato e Fausto Lamparelli, dirigente dello SCO, il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato.

Dunque un doppio appuntamento da non perdere con il Festival del Giornalismo che avrà anche un prologo, sempre giovedì 24 settembre e ancora nella sala della Confartigianato, ma alle 18. Nell’occasione, infatti, sarà intitolata la manifestazione al suo ideatore e animatore Gianni Rossetti, senza dimenticare l’emergenza Covid che stiamo ancora affrontando: verranno consegnati attestati e riconoscimenti ad enti ed associazioni che in questi mesi si sono ritrovati in prima linea nell’affrontare l’epidemia.

L’incontro sarà introdotto da Claudio Sargenti, nuovo direttore artistico del Festival. È prevista la presenza, tra gli altri, di Carlo Verna, presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.

Per chi non dovesse trovare posto nelle sale dove si svolgeranno gli incontri, è possibile seguire le due serate in diretta streaming sulla pagina facebook di Osimo Web, mentre la cerimonia di intitolazione sulla pagina facebook del Festival del Giornalismo d’Inchiesta delle Marche.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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